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QUARTO – Sono migliaia i messaggi di solidarietà espressi nei confronti di Vincenzo Luccehese, l’autista dell’Anm brutalmente aggredito da una passeggero “infastidito” da un presunto ritardo. Lucchese, residente a Quarto, è molto conosciuto e non solo in città, per il suo impegno politico e nel sociale. Ora è ricoverato all’ospedale San Paolo di Fuorigrotta con una prognosi di 30 giorni.

LA VISITA DEL SINDACO DI NAPOLI – Ha ricevuto anche la visita del sindaco Luigi De Magistris: «Un grande abbraccio ad un uomo coraggioso. Grande solidarietà a tutti i dipendenti Anm che in questi anni abbiamo aiutato salvando il posto di lavoro. Ora altri ci aiutino a garantire sicurezza. Noi non molleremo mai».

ROSA CAPUOZZO: “INACCETTABILE” – Ed anche il primo cittadino di Quarto ha voluto esprimere la solidarietà da parte di tutta l’amministrazione: «La violenza commessa è tanto più inaccettabile in quanto commessa nei confronti di una persona da sempre in prima linea nella lotta per la difesa dei beni comuni e dei diritti dei lavoratori. Qualche anno fa analoga sorte era purtroppo toccata ad un altro nostro concittadino, Giuseppe Perna, autista anch’egli dell’Anm, pestato da un gruppo di teppisti. L’amministrazione esprime la propria vicinanza e solidarietà ad Ezio e a tutti i lavoratori che non dovrebbero eppure sono esposti a rischi intollerabili nel l’espletamento delle proprie mansioni».

ANM: “NESSUN RITARDO, SERVE PIU’ SICUREZZA” – Sulla assurda vicenda è intervenuto anche Alberto Ramaglia, amministratore dell’Azineda Napoletana di Mobilità. L’azienda nega che l’episodio di violenza sia da attribuire ad un ritardoe promette impegni per la sicurezza dei conducenti e viaggiatori: «Il nostro impegno su questo terreno, ha detto Ramaglia, è costante e insieme alle forze dell’ordine abbiamo disposto di rafforzare il presidio di sorveglianza anche presso i capolinea dei bus. Siamo convinti che la soluzione in un contesto di tensione sociale generalizzato più che di repressione abbiamo bisogno che venga potenziato il presidio del territorio e in questo senso ci aspettiamo che ciascuno faccia la sua parte».

USB: “STANCHI DELLE CRIMINALIZZAZIONI” – Così l’Unione Sindacale di Base a cui appartiene Vincenzo Lucchese: «Siamo stanchi di dover ripetere sempre le stesse filastrocche, stanchi di dovere assistere allo smantellamento dello stato sociale e dei servizi, di sentire di dualismi contrapposti lavoratori/cittadini, stanchi di rapporti umani e tessuto sociale scientificamente distrutti negli ultimi 30 o 40 anni. E non ci bastano più le ipocrisie di chiunque si voglia approcciare all’argomento in modo apolitico, il quale, ci teniamo a sottolinearlo, non è l’aggressione all’autista di turno che, seppure faccia molto “rumore” rientra nella generalità del problema, caratterizzato da un mondo che non rispecchia quello che vogliamo, almeno per quello che ci riguarda. Stanchi di criminalizzazioni continue del mondo del lavoro per accaparrarsi consensi tra la gente, stanchi di chi oggi ti etichetta “fannullone” e domani viene ad accarezzarti l’anima per il voto elettorale. Il problema delle aggressioni al personale dei servizi pubblici va affrontato ed inquadrato in una prospettiva più generale, perché siamo consapevoli che non serve la repressione e non basta l’esercito per il grado di deterioramento della società che abbiamo raggiunto; l’operatore dei servizi pubblici è solo un anello della catena che, statisticamente, essendo a contatto con il cosiddetto pubblico molto di più di chiunque altro soggetto sociale, corre rischi più alti».