POZZUOLI – Trentatré terremoti di magnitudo compresa tra 0.0 e 3.5 localizzati nell’area dei Campi Flegrei. Lo sciame sismico, che ha avuto inizio nella giornata di ieri alle 15:12, si è concluso stamattina alle 5:36. La scossa più forte, con epicentro nell’area Solfatara di Pozzuoli, è stata avvertita in una vasta area del Napoletano. Diverse le segnalazioni giunte sia dai quartieri collinari di Napoli che dall’area limitrofa al lungomare. Tanto lo spavento per una scossa durata diversi secondi, ma che fortunatamente non ha causato danni significativi. Alle 15:15 la terra ha tremato così forte da richiamare alla memoria le crisi bradisismiche degli anni Ottanta, quando gli abitanti dell’area flegrea e in particolare di Pozzuoli divennero testimoni e vittime del fenomeno del sollevamento del suolo. Una delle date che i puteolani non dimenticheranno mai è quella del 4 settembre del 1983: un terremoto, quinto grado della scala Mercalli, terrorizzò l’intera città e la vicina Napoli. Quello di ieri è stato definito, intanto, l’evento tellurico più forte dopo gli anni 1983-85. E oggi il fenomeno del sollevamento del suolo è ancor più visibile nell’area della darsena, nota come il ‘Valione’, dove risulta completamente prosciugato l’approdo dei pescatori.

IL BOLLETTINO – Nella settimana dal 7 al 13 marzo nell’area dei Campi Flegrei sono stati registrati 84 terremoti di bassa energia. Il valore medio della velocità di sollevamento nell’area di massima deformazione da dicembre 2021 è di circa 13±2 mm/mese, in lieve aumento rispetto ai valori di 10±2 mm/mese registrati nell’intervallo luglio – novembre 2021. Il sollevamento registrato alla stazione GPS di RITE è di circa 86.5 cm a partire da gennaio 2011.