POZZUOLI – Termosifoni non funzionanti, bagni guasti e alcune aule inutilizzate. Sono questi i motivi che hanno spinto gli studenti dell’istituto superiore statale Pitagora di Pozzuoli a promuovere due giornate di sciopero. Gli ‘inquilini’ della scuola hanno anche indirizzato una lettera al Ministero della Pubblica Istruzione, all’Amministrazione Provinciale di Napoli, al Prefetto di Napoli, alla dirigenza scolastica, al personale ATA ed ai genitori. «A seguito della pandemia iniziata nel 2020, la quotidianità di tutti, ma soprattutto della comunità scolastica nazionale, è stata completamente stravolta – si legge nella missiva – Ad essere maggiormente toccati dalla situazione sono proprio gli ambienti scolastici e chi li frequenta. Siamo stati costretti ad adattarci ad un sistema scolastico vittima da decenni di tagli da parte del governo che è carnefice di una limitazione d’accesso al diritto di studio, soprattutto per coloro affetti da condizioni economiche e psicologiche precarie. Il rientro in aula quest’anno ha causato una forte ondata di delusione nel corpo studentesco italiano, ancora una volta trascurato e messo in secondo piano da un governo che manca d’azione nei processi d’investimento nell’istruzione. Questa mancanza si tramuta in un futuro nel quale non si investe e un paese che come l’Italia necessita di progredire, non può proprio permetterselo. Molti istituti, soprattutto in Sud Italia, sono accomunati da un malcontento derivante dalle stesse problematiche dovute a fondi non sufficienti per risanare un’istituzione ormai marcia. Il problema è analogamente esteso a livello provinciale: molteplici proteste, infatti, si sono diffuse su tutto il territorio. La provincia ha smesso di essere un punto di riferimento per il comitato studentesco che si sente trascurato. Ciò provoca disagi come: termosifoni non funzionanti, necessità immanente di interventi di manutenzione, mancata agibilità di spazi».

LA MANIFESTAZIONE – Sia oggi che domani all’esterno dell’istituto scolastico di via Tiberio, al Rione Toiano, andrà in scena una manifestazione statica. «La protesta che stiamo avanzando non vuole andare contro il nostro istituto, bensì ha l’intenzione di sollecitare il più possibile interventi di manutenzione da parte della Società Armena – spiegano i manifestanti – Nella maggior parte delle aule la temperatura è molto bassa in quanto molti termosifoni o non funzionano o funzionano male. Di conseguenza tutti quelli che frequentano l’ambiente scolastico quotidianamente, anche per più di otto ore, vivono particolarmente il disagio. Molti bagni sono guasti e in una scuola con più di 1500 alunni è disfunzionale. Alcune aule non vengono, inoltre utilizzate perché necessitano interventi di manutenzione. Tuttavia, abbiamo constatato che spesso a seguito o durante piogge e temporali, dal soffitto scorre l’acqua nelle classi utilizzabili, provocando un ulteriore disagio per chi in quel momento sta svolgendo la lezione». Gli studenti esprimono ancora tutto il loro disappunto per l’impossibilità di rotazione tra le classi a causa delle normative anti –covid: «Noi alunni dell’istituto Pitagora ci siamo ritrovati a dover frequentare l’ambiente scolastico solo per 4 giorni a settimana. Ci sentiamo privati di un nostro diritto che ha causato difficoltà eccessive nel percorso d’apprendimento scolastico. Nel momento in cui per ottenere una seconda sede è necessario rispettare tempistiche abbastanza vaste (e nonostante preferiamo la didattica in presenza) in una situazione di estrema emergenza nella quale necessitiamo di una soluzione a breve termine, ci sentiamo quasi costretti a dover sollecitare il Prefetto a prendere in considerazione la proposta di DAD integrativa per garantire a noi studenti un percorso scolastico regolare su 5 giorni infrasettimanali. Siamo ben consapevoli che se la si introduce purtroppo i giorni in presenza da quattro si ridurranno a tre».