giovanni_canale

POZZUOLI – Inizierà il prossimo 21 marzo il processo con rito abbreviato a carico di Giovanni Canale, il 64enne accusato di aver chiesto il pizzo al gestore di una sala giochi per ben 25 anni.

COMUNE PARTE CIVILE  – L’uomo, attualmente agli arresti domiciliari, deve rispondere di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il Comune di Pozzuoli, tramite l’associazione Sos Impresa, si è costituito parte civile tramite l’avvocato Alessandro Motta «per essere vicini e difendere, in via generale, gli interessi dell’intera comunità cittadina, ma nel caso di specie essere vicini alla vittima denunciante vessata dall’odioso crimine dell’estorsione». Giovanni Canale, ritenuto vicino al clan Longobardi-Beneduce, è stato arrestato nel luglio scorso dai carabinieri della compagnia di Pozzuoli mentre con lo status di sorvegliato speciale con l’obbligo di soggiorno.

PIZZO DA “RECORD” – Dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia è emerso che l’uomo aveva chiesto il pizzo al gestore di una sala giochi il cui locale si trova in uno stabile dell’Istituto autonomo case popolari. Dal 1990 e fino all’arresto, Giovanni Canale avrebbe estorto ogni mese dapprima 500mila lire per poi passare a 500 euro, sempre con cadenza mensile.