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MONTE DI PROCIDA/ Daniela De Crescenzo presenta “Così vi ho avvelenato”

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MONTE DI PROCIDA/ Daniela De Crescenzo presenta “Così vi ho avvelenato”

così vi ho avvelenato libroMONTE DI PROCIDA – Sarà presentato giovedì, 10 marzo, alle ore 18 presso la Sala Quandel del Municipio di via Panoramica “Così vi ho avvelenato”, il libro sulla Terra dei Fuochi del collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo e di Daniela De Crescenzo, giornalista de “Il Mattino”, edito da Sperling & Kupfer. Il libro è il racconto di un manager della camorra sul disastro ambientale che ha devastato un’intera zona della Campania tra Napoli e Caserta, una testimonianza esclusiva sul grande business che lega rifiuti tossici e traffici criminali messa nero su bianco a partire dal primo incontro avvenuto tra la giornalista De Crescenzo e Vassallo nel luglio del 2014, in carcere, dove la giornalista si era recata per intervistarlo. Da quel primo incontro è nato il progetto di stesura del libro. L’evento è stato organizzato dal gruppo MeetUp 5 Stelle di Monte di Procida. Patrocinato dal Comune di Monte di Procida, sarà moderato dal dott. Emidio Coppola. Interverranno, oltre all’autrice del libro Daniela De Crescenzo, il sindaco Giuseppe Pugliese ed una delegazione di mamme della tristemente nota “Terra de Fuochi”.

Terra-dei-Fuochi (1)CHI E’ GAETANO VASSALLO – Gaetano Vassallo è uno degli imprenditori che ha organizzato il traffico dei rifiuti in Campania. Cresciuto nella discarica del padre, nella campagna tra Caserta e Napoli, Vassallo inizia nel 1982, poco più che ventenne, a gestire con la famiglia uno sversatoio e ad organizzare traffici destinati ad arricchire in pochi anni tutti e dieci i fratelli. All’inizio si tratta di mettere a disposizione dei comuni della zona le cave dove scaricare l’immondizia. Poi arrivano, sempre più numerose, le richieste delle grandi aziende di tutta Italia, che cercano il modo per smaltire gli scarti industriali a basso costo. È allora che la camorra entra in campo e che Vassallo diventa il «ministro dei rifiuti» di Francesco Bidognetti, boss dei casalesi. Nelle discariche si accumulano i veleni: residui di concerie, oli di veicoli rottamati, scorie di lavorazioni industriali, ceneri e fanghi che sterminano perfino i topi. Le voragini si moltiplicano, i sacchi vengono incendiati per far posto a nuovi carichi. La spazzatura è nascosta sotto le strade in costruzione e nelle fondamenta dei palazzi, i liquami si usano per irrigare i campi. Boss e imprenditori lavorano indisturbati, perché chi dovrebbe controllare è a libro paga dei clan, e l’affare diventa sempre più sporco e redditizio, fino alla beffa dell’intervento dello Stato che, per risolvere l’emergenza rifiuti in Campania, finisce per sovvenzionare gli stessi camorristi. Nel 2008, dopo vent’anni di attività criminosa, temendo di essere ucciso, Vassallo ha deciso di collaborare con la giustizia (primo “manager dei rifiuti” a farlo) dando il via, con le sue confessioni, a tredici processi, alcuni dei quali ancora in corso. Il suo racconto, trascritto, annotato e documentato da Daniela De Crescenzo, ripercorre tutte le tappe di questa storia di vigliaccheria, avidità, morte e devastazione: dalle relazioni di Vassallo con i politici e con i camorristi (Francesco Bidognetti, Antonio Iovine, Michele Zagaria) che gli hanno procurato enormi somme di denaro, per arrivare ai legami all’interno del clan e, finalmente, alla fuga per salvarsi dai killer di Giuseppe Setola.

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