pescatoriPOZZUOLI – Oltre 5 chilometri di reti, sei rastrelli da montare sulle imbarcazioni e fari ad alta luminosità per attirare i pesci. E’ quanto è stato sequestrato dagli uomini della Capitaneria di Porto di Napoli assieme ai colleghi degli uffici circondariali marittimi di Pozzuoli e Castelvolturno. Due i blitz, il primo sulla spiaggia di Licola, il secondo nell’area protetta di Baia. L’attrezzatura, di lì a poco, sarebbe finita in mare, facendo sì che pesci e mitili pescati fossero rivenduti in maniera illegale e senza alcuna tracciabilità dei prodotti.

ATTREZZATURA VIETATA – Nel primo caso sono state 18 le reti recuperate che una volta in mare avrebbero fruttato circa 2mila euro di guadagno al giorno. I rastrelli, montati a coppie sulle imbarcazioni, avrebbero fatto guadagnare altre 400 euro.

FERMO BIOLOGICO – Un’attività illecita portata avanti nonostante il fermo biologico imposto per la riproduzione dei mitili. Nell’area protetta di Baia, invece, un uomo è stato sorpreso a pescare lì dive vige il divieto assoluto e con l’aiuto di fari ad alta luminosità, altra strumentazione vietata. Due le persone deferite all’autorità giudiziaria e verbali per oltre 2mila euro, oltre al sequestro dell’intera attrezzatura.