moschea-licola-2POZZUOLI – Un messaggio di pace, amore, accoglienza e solidarietà arriva da Licola, quartiere di periferia tra Pozzuoli e Giugliano. Mentre l’Europa chiude le frontiere alla disperazione di chi scappa da guerre e miseria dalla zona flegrea arriva una lezione di civiltà. Cittadini e comunità islamica si incontrano per rafforzare un rapporto di convivenza e rispetto reciproco. I fautori sono Umberto Mercurio e Ciro Topo (rispettivamente presidente e vice del comitato Licola Mare pulito) che nei giorni scorsi hanno incontrato una delegazione della comunità islamica nella Moschea di Licola Mare. Un incontro a cui abbiamo partecipato anche noi di Cronaca Flegrea. «Senza esagerare ritengo questo un momento storico per il nostro quartiere. Oggi noi residenti di Licola entriamo nella Moschea per un gesto di fratellanza verso la comunità islamica».

moschea-licola-1MESSAGGIO DI PACE – Nella Moschea che dal 6 ottobre del 2010 sorge in via Licola Mare si è parlato dei problemi del territorio, della convivenza tra religioni e culture diverse, dei fenomeni di criminalità e di immigrazione “Siamo pronti ad accogliere tutti ma bisogna fare tutto con razionalità, non si possono aprire indiscriminatamente centri di accoglienza tutti in un solo quartiere trasformandolo in un ghetto” è stato questo, in sintesi, il messaggio rivolto dalle parti alle autorità. Oggi quella Moschea è diventato un punto di riferimento per tanti giovani immigrati del territorio «Ringraziamo la comunità di Licola, questa terra con noi è stata sempre ospitale come dimostra anche il rapporto territorio/immigrato che è altissimo» racconta l’ Imam Alì.

moschea-licolaLA MOSCHEA – Alla preghiera del venerdì partecipano 150-200 fedeli ogni volta, quasi tutti sunniti «Ma accogliamo tutti, sunniti, sciiti, siamo tutti una cosa sola». La maggior parte di loro proviene da Pakistan, Bangladesh, Africa e ci sono anche tanti italiani. «La moschea è un bene per la comunità perché grazie agli Imam che noi sappiamo cosa fare e come comportarci. Qui a Licola stiamo bene, siamo accolti bene dalla gente e se lo stato e le forze dell’ordine fanno i controlli noi non possiamo che essere felici perché ciò che vogliamo e stare in pace con tutti e che la legalità trionfi sul territorio».

moschea-licola-4CONTRO L’ISIS – Inevitabile è un passaggio sul terrorismo e l’Isis, fenomeno troppo spesso associato all’Islam ed entrato nell’immaginario collettivo come un tutt’uno con la religione «L’ISIS ha la bandiera nera, il simbolo dell’Islam è la bandiera bianca e già questo dice tanto. La nostra religione condanna chi fa violenza, chi uccide. L’ISIS non ha nulla a che vedere con la religione, usano l’ISLAM per fare leva sulla popolazione, per avere un marchio territoriale che non può essere certamente quello della religione cristiana o di un’altra religione. Noi musulmani abbiamo più paura dei cristiani, l’ISIS sono figli del diavolo. Perchè se un musulmano uccide si sottolinea l’appartenenza religiosa mentre se lo fa un cristiano no? Voi che fate giornalismo e informazione, avete una grande responsabilità»