POZZUOLI – Da maggio sono costretti ad incontrarsi per strada, nella villetta del Carmine, dove le panche hanno presso il posto della loro sede, chiusa per scadenza di contratto. Sei mesi di disagi iniziati subito dopo il lockdown, quando i circa 100 soci del centro sociale per anziani di “Dietro la Croce” hanno ricevuto lo sfratto ritrovandosi, improvvisamente, senza un tetto. Tutti di età compresa tra i 70 e gli 85 anni, i “nonnini” puteolani si riuniscono ogni mattina davanti alla chiesa del Carmine, in attesa che il comune metta fine al loro calvario e gli riconsegni una sede definitiva, dopo la chiusura dello storico centro per anziani di via Rosini, che ad inizio 2010 fu abbattuto per fare spazio alle strisce blu davanti all’ingresso della villa Avellino.

LE RICHIESTE – «Adesso che il tempo ce lo consente possiamo incontrarci qui, all’aperto. Ma come faremo quando arriveranno freddo e maltempo?» è la domanda che fino a questa mattina si sono posti i soci del centro, relegati nella villetta del Carmine dove, per motivi logistici, sono impossibilitati a condurre le consuete attività ludiche.

LA FUMATA BIANCA – Un calvario durato un’intera estate e che oggi pomeriggio ha visto la prima luce in fondo al tunnel. Ad accenderla è stato l’assessore al bilancio Paolo Ismeno che insieme al sindaco Vincenzo Figliolia ha incontrato i proprietari del locale che fino a marzo ha ospitato il centro. Tra le parti è stato trovato un accordo di massima che prevede la messa a disposizione dei locali con un ulteriore ampliamento degli spazi, anche in virtù delle norme anti contagio. Inoltre, l’Ente si è impegnato ad assicurare alla famiglia proprietaria dell’immobile una copertura economica per i prossimi anni. Una schiarita, in attesa dei fatti, che riavvicina così i “nonnini” puteolani al centro diventato per loro una seconda casa.