POZZUOLI – Aperitivi, spritz e cenette per accompagnare strette di mano e accordi con i capibastone del Partito Democratico, i pezzi da novanta sicuri di entrare in consiglio regionale. Vincenzo Figliolia negli ultimi giorni ha incontrato e promesso voti a tutti: a Mario Casillo, Gianluca Daniele, Massimiliano Manfredi e Antonio Marciano andando contro perfino alla sua candidata Giordana Mobilio. Lo ha fatto camminando a braccetto con il presidente del consiglio Gigi Manzoni, lasciato a casa, però, durante la serata in cui ha incontrato Gianluca Daniele. Figliolia, infatti, con una scusa dell’ultima ora si è svincolato da Manzoni facendo la fuga in avanti, facendo premere forte il piede sull’acceleratore al suo fedele autista per raggiungere il ristorante dove si trovava il potente consigliere regionale.

CONFUSIONE – La strategia di Figliolia è chiara: promettere a tutti e raccogliere da tutti così da poter dire “E’ tutto merito mio”. Una strategia confusionaria, senza indicazioni di voto ben precise e senza una linea politica degna di un leader riconosciuto. D’altronde oltre i confini flegrei Figliolia negli 8 anni da sindaco non è mai riuscito a seminare ad “alti livelli”, come testimonia il fallimento della tanto decantata idea di “territorialità” che alla fine non ha portato a nulla. E Mobilio sembra essere l’ennesima vittima del “dividi et impera” di Figliolia.

IL “BRODO” – Il sindaco sa che a Pozzuoli sul PD convergeranno anche i voti dagli esponenti di altri partiti e movimenti che in consiglio comunale osteggiano il partito democratico: vedi il buon Raffaele Postiglione di Pozzuoli Ora (rivoluzionario dal cuore democristiano) e i comunisti Carlo Morra e Raffaele Visconti i cui voti finiranno tutti a Daniele. Poi ci sono Tito Fenocchio, Franco Amato e Niki Della Corte che daranno il loro sostegno a Marciano. E, udite udite, a votare PD sarà pure il leghista Mario Cutolo, fedele “stampella” del sindaco. Tutti voti che faranno il brodo che Figliolia porterà alla corte di De Luca e ai vertici nazionali del Partito Democratico per ottenere un posto da assessore in consiglio regionale, un incarico o la blindatura alla sua candidatura alle prossime politiche: il sogno di Enzo da Pozzuoli è una poltrona in Senato.

VOTI COL PEDIGREE – Tornando ai fatti locali per il PD gli unici voti certificati saranno quelli di Franco Cammino che appoggia Enza Amato; quelli dell’asse Paolo Ismeno-Franco Fumo che darà sostegno a Daniele; poi ci sono i volti di Salvatore Caiazzo che porterà Mario Casillo e i voti di Mimmo Pennacchio che voterà Raia. Per il resto è tutto alla giornata, come il buon Figliolia insegna…

Il Cecchino