POZZUOLI – Occhi sbarrati e naso tappato. I residenti del quartiere Reginelle non riescono più a dormire sonni tranquilli. A far svegliare i cittadini nel cuore della notte e a ridurre le ore di riposo è il tanfo insopportabile che arriva fin dentro casa. Il depuratore di Cuma-Licola continua a far parlare di sé. E ancora una volta l’indice è puntato contro i miasmi. L’impianto mina ormai da tempo la serenità di chi abita in zona. «È impossibile vivere così – denuncia Giuseppe Longobardi, residente del posto – . Ci avevano garantito che avremmo sentito odori molesti solo sporadicamente e invece sono cinque giorni che siamo barricati in casa. Chi di dovere ha il compito di controllare cosa non sta funzionando». In molti appartamenti le finestre sono serrate per evitare che la puzza resti impregnata tra le quattro mura ma, con l’arrivo del caldo, non è certo la soluzione più auspicabile.

LA POLEMICA – Lettere di protesta, manifestazioni e presidi non hanno ancora sortito gli effetti sperati nonostante il passare degli anni. Anziani, bambini, famiglie intere per anni hanno inscenato tantissimi sit-it davanti al depuratore. Diverse anche le passerelle politiche, innumerevoli i proclami. Eppure il disagio resta. La problematica, dai “capelli ormai bianchi”, danneggia sempre più la qualità della vita dei residenti e dei titolari delle attività commerciali di Licola. Da qui anche il malcontento della cittadinanza che, oltre a denunciare il cattivo funzionamento della struttura, protesta per la svalutazione degli immobili di proprietà. In certi periodi i cattivi odori si moltiplicano a tutte le ore del giorno e della notte.