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In città i tetti diventano terrazzi

di Violetta Luongo
POZZUOLI –
Tetti che diventano terrazzi, gazebi che spuntano come funghi, inferriate che circondano e delimitano i lastrici di copertura. Ogni anno con l’avvicinarsi dell’estate, come se fosse una tradizione del paese, basta affacciarsi ad un balcone e vedere celeri, efficienti e furtivi operai adoperarsi nel completare al più presto i lavori.  Sotto ad un sole cocente, ditte di pochi uomini sono all’opera per rendere le coperture di palazzi terrazzi a cielo aperto, vivibili e attrezzati con tutti i comfort.

DA OMBRELLONI A GAZEBI – Il modus operandi è sempre lo stesso: fanno capolino un paio di uomini armati di metro per prendere le misure, si inizia con il circondare di balaustre il campo per renderlo più “sicuro”, poi viene  pavimentato, spesso con mattonelle, e quindi si aggiungono i “generi di conforto”, inizialmente solo qualche filo per appendere ad asciugare i vestiti, poi qualche sedia e ombrellone, e, i più arditi, grandi piscine colme d’acqua. Il tutto viene sostituito col tempo con piccoli gazebo, prima semplici strutture in legno rimovibile, e poi come per magia le strutture diventano veri e propri piccoli loft in cemento armato. E mentre il panorama marino e portuale si assottiglia sempre più occultato dai palazzi che crescono in altezza, Pozzuoli si configura come una piccola metropoli da “alti grattacieli” e giardini pensili.

CHI CONTROLLA? – Ma in tempi di trivellazioni, scosse di terremoto, bombe d’acqua e crolli,  ci si chiede quanto queste strutture possano inficiare la stabilità dell’immobile, quanti di essi siano lecite e quante illegali e abusive, o se siano solo da considerarsi come “vendette” degli abbattimenti orizzontali attuate dopo il bradisismo negli anni ’82-’83 in cui fu deciso di abbattere solo gli ultimi piani dei palazzi. «Solo la settimana scorsa abbiamo individuato, attraverso i controlli aerei, e sequestrato sei tettoie costruite abusivamente in città – spiega l’assessore all’Edilizia pubblica e privata, Roberto Gerundo – ogni costruzione va fatta previa autorizzazione rilasciata dal Comune e vagliata dalla Sovrintendenza. Oltre al monitoraggio aereo che facciamo, invito tutti i cittadini a segnalare e denunciare così da poter intervenire tempestivamente. Sono consentiti solo i gazebi aperti sui quattro lati e coperte da tende, le strutture fisse e cementate sono illegali. Purtroppo c’è una illegalità diffusa in questo territorio, iniziano con l’ombrellone e dopo un anno mettono la struttura fissa. Bisogna denunciare».

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