DSCN2069BACOLI/MONTE DI PROCIDA – I Campi Flegrei continuano a stupire e a regalarci testimonianze della “terra ardente” in età imperiale. Da stamane è ufficiale: anche via Panoramica, è da annoverarsi tra le aree particolarmente “sensibili”, scrigno della romanità. Potrebbe trattarsi di un’area destinata alla sepoltura quella che starebbero riaffiorando nelle ultime ore in via Panoramica, al confine tra i due comuni limitrofi di Bacoli e Monte di Procida, dove si stanno effettuando i lavori previsti dal Grande Progetto per il Risanamento Ambientale e la Valorizzazione dei Laghi dei Campi Flegrei, seguiti dalla Soprintendenza in regime di assistenza archeologica.

DSCN2076UNO SCHELETRO UMANO E OSSA – Per il momento sarebbero venute alla luce nicchie che non si esclude possano contenere scheletri umani. Uno di questi, infatti è già stato ritrovato nella giornata di ieri a mezzo metro circa da una piccola nicchia risultata essere vuota. Eccezionali mausolei già si intravedono nel terreno pronto per essere esplorato: semplici sepolture, di cui al momento è impossibile stabilire una datazione precisa. Altri resti di ossa giacciono all’interno dello scavo ove gli operai sono impegnati a proseguire i lavori con attenzione e massima accuratezza. Sembrerebbe però trattarsi di tombe miste, di epoca romana e non solo.

DSCN2072UN’AMPIA AREA ARCHEOLOGICA – Interessante il luogo dei ritrovamenti. Questo perché, in sostanza si amplia un’importante area archeologica, che va da via Miliscola sino Piazza Mercato di Sabato, in località Cappella, già nota per i resti di un antico colombario, mausolei, una necropoli, e diverse raffigurazioni. In epoca romana gli edifici funerari che accoglievano le spoglie dei marinai della Classis Misenensis si estendevano in continuità dalle rive del lago Maremorto, fino all’attuale frazione di Cappella.

colombario miliscolaIL COLOMBARIO DI MILISCOLA – Edificato ai margini del lago Miseno, il complesso funerario noto col nome di “Colombario di Miliscola” ospitava le spoglie dei marinai della flotta imperiale di stanza nel porto dell’antica Misenum. Nella fattispecie, si trattava di un polo funerario affine alle piccionaie, essendo costituito da piccoli loculi orizzontali ricavati nelle pareti. Per la realizzazione del complesso funerario fu adoperata la tecnica edilizia che i romani prediligevano per costruire mura in opera cementizia, sin dalla prima metà del I secolo a.C.

necropoli di cappellaLA NECROPOLI DI CAPPELLA – Da Miliscola, passando per il tratto di strada di via Panoramica attualmente interessato dai cantieri si raggiunge facilmente Cappella, primo nucleo abitativo del più piccolo dei centri flegrei. Qui, uno scrigno di notevole pregio storico-archeologico si fa spazio nel “vecchio” borgo. E’ la Necropoli imperiale di Cappella, venuta alla luce attraverso un lungo iter burocratico, esosi ed impegnativi lavori di scavo e di restauro, in piazza Mercato di Sabato. Ubicata alle pendici del promontorio flegreo, la Necropoli di Cappella è situata all’esterno del centro urbano dell’antica Miseno, porto militare e sede della flotta imperiale romana. Si estendeva, come era consuetudine in epoca romana, ai lati di una strada extraurbana che, nel caso specifico era quella che collegava Miseno con Cuma. Le epigrafi che da essa provengono sono molto interessanti perché, riferite per la maggior parte a marinai della flotta militare di stanza a Miseno, forniscono nomi e notizie sulla tipologia delle navi e sui loro equipaggi. Il tratto di necropoli finora messo in luce è costituito da almeno sette edifici funerari: i più antichi sono del tipo a “colombario” realizzati per contenere le ceneri dei defunti; a partire dal II secolo d.C. questo tipo di rito funerario andò a scomparire e le tombe presenti furono obliterate e sostituite, progressivamente, da tombe a “fossa” o a “cappuccina” che prevedevano il rito dell’inumazione. La volta di uno dei colombari di Cappella è decorata con l’effige di Selene, divinità associata alla Luna. In un altro ambiente, il soffitto mostra una Menade, adepta del dio Dioniso raffigurata con il tirso ed una coppa per il vino.