Il sindaco di Pozzuoli voleva lo stato di emergenza: in esclusiva il dossier bloccato al comune
POZZUOLI – La capacità operativa del comune di Pozzuoli “ulteriormente” compromessa dall’ultima scossa; risorse umane, strumentali ed economiche “gravemente insufficienti” rispetto alla gravità e alla portata del fenomeno sismico; strumenti ordinari che non bastano più per contrastare la gestione di un Ente “stressato” dalle crisi sismiche del 2024 e 2025; una condizione di grave sovraccarico organizzativo e operativo che “pesa sensibilmente” sulla capacità del comune di assicurare lo svolgimento anche delle ordinarie funzioni istituzionali; il danneggiamento di molteplici sedi e uffici che ha reso difficile la gestione dell’emergenza e finanche dell’ordinarietà; un gravoso dispendio di risorse economiche a cui non si riesce a far fronte. E ancora, una lunga lista di danni a infrastrutture di mobilità, sottoservizi, edifici scolastici, amministrativi, impianti pubblici, patrimonio storico e artistico, mercati comunali e al patrimonio privato. E’ la drammatica fotografia della città di Pozzuoli che emerge da un dossier commissionato dal sindaco Gigi Manzoni al dirigente della Direzione 5 Agostino Di Lorenzo. Il documento sarebbe dovuto servire a Manzoni per supportare la richiesta dello Stato di Emergenza, prima della virata verso la richiesta di una Legge Speciale in linea con il pensiero del Governatore della Regione Campania, Roberto Fico.
IL DOSSIER – Datato 6 agosto 2026 e intitolato “Relazione descrittiva finalizzata alla richiesta di deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale a seguito degli eventi calamitosi verificatisi dal giorno 31/07/2026”, il documento fa un dettagliato resoconto dei danni provocati dalla scossa di magnitudo 4,7 del 31 luglio scorso descritta come “straordinario evento sismico” che ha determinato “ingenti danni al patrimonio edilizio, storico, artistico e delle infrastrutture strategiche nel territorio del comune di Pozzuoli” tale da “destabilizzare un quadro strutturale e funzionale già profondamente compromesso dai precedenti sciami sismici verificatisi in data 20/05/2024 e nel periodo compreso tra il 13 e il 15 marzo 2025” si legge nella relazione firmata dai tre dirigenti comunali (Di Lorenzo, Terrazzano e Grillo) a cui fanno capo i settori di Protezione Civile, Lavori Pubblici e Patrimonio e dai tecnici Vertola e Battaglini. Nelle quindici pagine viene posto l’accento sull’urgenza di effettuare “molteplici e complessi interventi” consistenti nella messa in sicurezza dei costoni, di edifici privati, verifiche ed accertamento a tappeto delle reti dei sottoservizi compromesse, messa in sicurezza di tutto il patrimonio storico-artistico, recupero e riqualificazione sismica del mercato ittico all’ingrosso, realizzazione degli Hub di accoglienza, potenziamento delle infrastrutture varie e ferroviarie “al fine di consentire la mobilità ed evacuazione in caso di emergenza”.
LE DIFFICOLTA’ – “Interventi – si legge – che oltre a comportare un ingente impiego di risorse finanziarie, pongono indiscutibilmente la necessità di agire con immediatezza al fine di ripristinare condizioni minime di sicurezza, avviando al contempo il necessario percorso di rientro alla normalità civile, sociale ed economica”. “Ciò è possibile – scrivono gli esperti – solo mediante l’utilizzo di strumenti normativi snelli ed efficaci, che permettono di agire con immediatezza. Tali strumenti sono quelli previsti dall’art.25 del codice di protezione civile ossia i provvedimenti da adottarsi in deroga ad ogni disposizione, nei limiti e con le modalità stabiliti dalla deliberazione dello stato di emergenza.” Richiesta rimasta – ad oggi – lettera morta.





























