POZZUOLI – Dopo l’euforia iniziale, i soldi spesi e i risultati sportivi non in linea con il progetto è esploso. Forse con tempi e modi sbagliati, agendo più di pancia e d’istinto. E dicendo tutto e niente. Accusando tutti e nessuno. Certo, la delusione è grande per Adamo Guarino, imprenditore ed ex consigliere comunale venuto da Frattamaggiore per sollevare le sorti della gloriosa Puteolana 1902. Sul fischio finale di Puteolana-Molfetta ha “vuotato il sacco” raccontando tutta la sua frustrazione per la sua avventura in terra flegrea.

I BERSAGLI – Guarino non fa nomi, ma i suoi bersagli sono chiari: l’amministrazione comunale e quindi il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia; e gli imprenditori locali, “rei” -da quanto si evince dalle sue parole “di averlo lasciato solo”. Poi fa riferimento agli sponsor forse promessi da qualcuno (probabilmente dall’amministrazione comunale) che non sono mai arrivati, roba che egli stesso definisce “unica in Italia e forse anche in Africa”. Un copione già visto in città. Come l’annuncio di lasciare la squadra e consegnare il titolo nelle mani del sindaco qualora non ci fossero più le condizioni per andare avanti. E a soffrire ancora una volta è una piazza, una città da centomila abitanti che deve “accontentarsi” di soffrire in serie D.

“LASCIATO SOLO” – «E’ arrivato il momento di chiarirci con la città, mi sento solo con una mole di problemi enormi che derivano già dalla vecchia gestione. La mia vita la passo a risolvere i problemi vecchi e nuovi della Puteolana. Da solo. Siamo l’unica società in Italia, ma forse anche in Africa, senza avere nemmeno 1 euro di sponsorizzazione. Inaccettabile. -ha detto Adamo Guarino, usando una metafora per sintetizzare quanto avvenuto negli ultimi tempi «Mi era stato detto che ci veniva servito un pranzo gratis, ho visto la luce in fondo al tunnel. Ho detto ahimè, qualcuno di buon cuore con qualche centinaia di euro crede in noi. Poi mi è stata data la fattura»

VERIFICARE – Guarino nel suo lungo sfogo annuncia di voler “verificare” con l’amministrazione comunale se c’è la possibilità di passare da “ditta individuale a società”. Parole, queste, che lasciano spazio a molteplici interpretazioni. «Questa non è una società, ma una ditta individuale. Sono venuto a Pozzuoli per fare del bene in maniera sincera e in modo duraturo. -ha poi detto il numero uno granata – Ma una sola persona non può accollarsi le centinaia di problemi di tutti i giorni. Do le dimissioni, e che siano come sprono per capire chi ho in città vicino a me. E’ come quando un’amministrazione comunale fa una verifica di maggioranza. Per ora sono solo, mi devo contare. E’ giunto il momento in cui devo interloquire con l’amministrazione e con gli imprenditori per capire. Le mie sono dimissioni momentanee che possono essere nulla o veritiere.

L’INVITO – Infine, l’invito all’amministrazione e agli imprenditori locali (almeno così lascia intendere) che dovrebbero affiancarlo o sostenerlo con sponsorizzazioni: «Se dobbiamo fare calcio voglio sapere se ci sono le condizioni e se ho persone accanto a me. Sono stato con i tifosi per capire cosa pensassero, in giro si dicono tante cose. Io ho voluto capire il perché di tanti miei sacrifici. Voglio ripartire dai tifosi che mi danno una speranza. Da oggi parte una verifica generale. Inviterò l’amministrazione, voglio parlare con loro. E capire se ci sono le condizioni per passare da ditta individuale a società. Non è giusto che migliaia di problemi ricadano su una persona. Le cose voglio farle in modo serio o le elimino direttamente. Inizia una fase interlocutoria con l’amministrazione e gli imprenditori puteolani, se ci sono le condizioni andiamo avanti. Se non ci sono do il titolo al sindaco. Non è giusto rimanere solo.»