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Pozzuoli

I comitati dopo la protesta di Roma «Noi più forti di prima. Meloni spieghi perché non vuole ricevere gli sfollati»

I comitati dopo la protesta di Roma «Noi più forti di prima. Meloni spieghi perché non vuole ricevere gli sfollati»
  • Pubblicato9 Ottobre 2026

POZZUOLI – *Riceviamo e pubblichiamo dai Comitati promotori della manifestazione “Campi Flegrei uniti nella lotta!”

In 1000. Siamo partiti da Pozzuoli, Bagnoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida. Tutti i Campi Flegrei hanno risposto alla chiamata. Abbiamo detto che in tema di bradisismo “il tempo è scaduto” e che saremmo andati a Roma. Lo abbiamo fatto davvero e il primo obiettivo è stato raggiunto: ora i Campi Flegrei e le sofferenze della sua comunità sono una questione pubblica nazionale! Tutti devono sapere che la manifestazione è stata ostacolata in ogni modo. Siamo stati convocati 4 volte in 2 giorni dal Prefetto di Napoli, e abbiamo ribadito a tutti i livelli istituzionali, compreso il presidente della Regione, che la manifestazione era diventata una necessità, ancor di più dopo la bocciatura di tutti gli emendamenti all’ultimo decreto legge dell’8 agosto. Le pressioni a rinviare o a desistere sono arrivati da più parti. In tanti avrebbero preferito che la comunità flegrea restasse in silenzio, in attesa, a supplicare l’esito di nuovi accordi o equilibri politici.

Non abbiamo ceduto. Il corteo c’è stato e ha sfilato nel centro di Roma, compatto e determinato, dietro un unico striscione: “Campi Flegrei uniti nella Lotta”. Le rivendicazioni sono state gridate e ripetute, nei cori e sui cartelli scritti a mano, davanti alle telecamere e ai giornalisti. Ma ad accoglierci all’arrivo nel cuore dei Palazzi, a qualche centinaia di metri da palazzo Chigi, c’era un imponente schieramento delle forze dell’ordine e la notizia più incredibile: “il governo non vi vuole ricevere”. Nonostante tutta l’area flegrea fosse li, rappresentata da sfollati e lavoratori, giovani e pensionati, attivisti dell’associazionismo e della società civile, con la presenza dei sindaci e dei gonfaloni in chiusura della manifestazione e a sostegno di una giornata di lotta convocata con autonomia e determinazione da tutta la città. L’arroganza del potere ha voluto porre un limite, un freno, ha provato ancora una volta a non ascoltare e a silenziarci. Nelle stesse ore, a Pozzuoli i cittadini hanno manifestato per sostenere chi dalle 7 del mattino era partito per Roma.

A Roma il corteo ha anche fronteggiato le forze dell’ordine schierate a bloccare Piazza Santi Apostoli da tutti i lati e dopo una intermediazione della prefettura di Roma siamo arrivati a palazzo Chigi. Per tutte e tutti noi è stato Antonio a portare i nostri documenti: proposte specifiche per dare sistemazione agli sfollati, rendere le case sicure, aiutare attività economiche e lavoratori, garantire servizi pubblici, accogliere le esigenze dei rioni popolari, evitare nuove delocalizzazioni e sostituzioni sociali. Tutti consegnati da Antonio, sempre in prima fila in questi mesi di lotta, che ha simbolicamente indossato la fascia tricolore, come “sindaco” di tutti i Campi Flegrei”. Da ora nessuno potrà mai più dire che non si conosce la situazione dei Campi Flegrei e che non si sa quali sono le esigenze, i bisogni e le proposte di questa comunità in mobilitazione e lotta permanente.

Torniamo a casa ancora più consapevoli della nostra forza. Meloni spieghi a tutta Italia perché non ha voluto ricevere direttamente i cittadini e gli sfollati dei Campi Flegrei! Noi leggeremo e valuteremo punto su punto il decreto legge, annunciato per i prossimi giorni, che dovrebbe essere una vera e propria legge di indirizzo per i Campi flegrei con la previsione di importanti poteri speciali. Ma intanto il messaggio è chiaro: sapete cosa vogliamo e dovrete ascoltarci. Se non dovessero essere accolte le nostre richieste, siamo pronti a Bloccare Tutto e a farlo ovunque. I Campi Flegrei esistono e resistono. Perché su questa terra noi ci siamo nati, e vogliamo continuare a viverci!

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