POZZUOLI – Tra gli otto rinviati a giudizio per la vicenda delle firme false a sostegno di partiti e civiche alle scorse comunali di Pozzuoli c’è anche Antonio Di Bonito, ex consigliere comunale. A quest’ultimo è stata disconosciuta una firma presa a sostegno della lista del Movimento 5 Stelle che egli stesso aveva autenticato in qualità di pubblico ufficiale. Accuse che Di Bonito (difeso dall’avvocato Luciano Santoianni) respinge fortemente: «Il seggio era formato da me, dal candidato sindaco del M5S e da due testimoni di cui uno era candidato al consiglio comunale. -spiega l’imputato- Io ho preso 300 firme, e me ne accusano una sola che è quella di un giovane barista. È venuto a firmare, l’ho guardato in faccia come ho guardato in faccia tutti e 300. Sono tranquillo perché sono completamente estraneo ai fatti. Non vedo per quale motivo su 300 firme, contro le 250 che ci volevano, avrei dovuto falsificarne una».