POZZUOLI – Corruzione e turbativa d’asta. E’ questa l’ipotesi di reato a carico del sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia indagato dalla Procura della Repubblica di Napoli nell’ambito di un’indagine sulle gare d’appalto per l’aggiudicazione della concessione di del Rione Terra, del parcheggio Multipiano di Via Napoli e della riqualificazione ambientale dell’ex “Cava Regia”. Insieme a Figliolia ci sarebbero altre persone indagate. Secondo gli inquirenti (i sostituti procuratori Capuano e Sica) avrebbe ricevuto denaro e la promessa di posti di lavoro per favorire la società vincitrice dell’appalto.

LA PERQUISIZIONE – Le indagini sono condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli guidati dal colonnello Liberatore Ermete che questa mattina hanno perquisito gli uffici del primo cittadino e del segretario generale Giovanni Schiano Di Colella nella palazzina numero sette del comune di Pozzuoli, in via Tito Livio. Solo nel tardo pomeriggio di oggi i finanzieri hanno lasciato la casa comunale portando via diversi faldoni di documenti.

LA DIFESA – Pochi minuti fa con una nota il sindaco Figliolia ha detto la sua su quanto sta accadendo in queste ore: «Nella mattinata di oggi è stata data esecuzione ad un decreto di perquisizione e sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Napoli in relazione ad ipotesi di illecito che, secondo quanto contestato, sarebbero state poste in essere nell’ambito della procedura di gara per l’aggiudicazione della concessione di “valorizzazione del bene dell’Antica Rocca denominata Rione Terra” e della realizzazione del parcheggio multipiano e di riqualificazione ambientale dell’ex “Cava Regia”. -ha fatto sapere Figliolia- Tale atto di acquisizione probatoria è evidentemente finalizzato all’accertamento dei fatti addebitati, la cui effettiva sussistenza sarà verificata con il consueto scrupolo dall’Autorità Giudiziaria che procede. Ciò posto, tenuto conto delle imminenti elezioni amministrative, mi auguro non solo una tempestiva definizione delle indagini in modo da consentire di dimostrare l’assoluta regolarità dell’operato del sottoscritto e dell’Amministrazione comunale ma, soprattutto, che tale vicenda giudiziaria, manifestatasi all’epilogo della mia decennale esperienza da sindaco, non possa inficiare l’eccellente lavoro fatto da tutti i miei collaboratori per rendere la città di Pozzuoli quella che è diventata oggi, ovvero, una straordinaria realtà turistica, residenziale ed imprenditoriale».