Simona Vitagliano

I gatti animali sacri ai tempi degli egizi
I gatti animali sacri ai tempi degli egizi

LA VENERAZIONE – Venerati in tempi remoti dagli Egizi come divinità e perseguitati e sterminati nel Medioevo come entità diaboliche: nel corso dei secoli il destino riservato ai gatti da parte degli esseri umani ha attraversato tutte le sfumature possibili. Non è un mistero che, con l’avvento del Cristianesimo, ogni forma di religione diversa o di devozione rivolta ad altre divinità ed entità “non cristiane” fu repressa e soppressa anche con mezzi violenti, sia psicologicamente che fisicamente. La Santa Inquisizione, che di Santo aveva ben poco, si occupò proprio di questo, bruciando libri ed esseri umani, per la maggioranza uomini ritenuti eretici e donne ritenute “streghe”. Ma accanto a loro, spesso, c’erano anche i loro animali, in quanto spesso associati a entità demoniache. Nel tredicesimo secolo papa Gregorio IX lanciò la massima “Vox in rama”, in nome della quale cominciò uno sterminio in piena regola di tutti i gatti sospettati di incarnare il diavolo, con particolare attenzione verso quelli completamente neri. Si dice che quelli con piccole parti bianche erano più facilmente “graziati” poiché non riconducibili con certezza al demonio. Molti gatti morirono arsi vivi, scorticati, bastonati, crocifissi oppure gettati dai campanili delle chiese durante le feste consacrate. Fu soltanto quando ci si accorse che il loro ruolo era fondamentale per la gestione del numero di ratti per le strade che le cose cominciarono a cambiare, quando ormai la peste bubbonica cominciava a dilagare.

 

Un frame da u tutorial su come sacrificare un gatto
Un frame da u tutorial su come sacrificare un gatto

LA SUPERSTIZIONE – Nonostante queste credenze siano state abbandonate, però, la superstizione le ha metabolizzate e condensate in qualcosa che è arrivato fino ai giorni nostri. La festa di Halloween appena trascorsa è solo una scusa, tra tante, per ricordare quanto superstizioni e culti oscuri possano ancora essere pericolosi e addirittura mortali per questi nostri amici a quattro zampe. Da pochi anni semi-ufficializzata anche in Italia, Halloween è una festa che appare tutta americana, ma che affonda le radici in Irlanda e addirittura in alcuni culti e miti del Sud Italia. Insomma, è una festa tutta Europea. A ridosso del binomio Giorno DeiMorti-Ognissanti, in questa nottata particolare si intagliano zucche da far brillare nel buio con candele profumate, si offrono dolcini ai bambini, ci si maschera e si raccontano storie del terrore. Ma per alcune persone Halloween non è solo questo. E’ il momento ideale per entrare in contatto con il mondo dei morti, c’è l’atmosfera giusta per compiere riti oscuri e mostruosi. Si parla di una giornata energeticamente molto potente, forse la più potente dell’anno, perchè avviene l’incontro e lo scambio tra il regno dei morti e quello dei vivi. Non c’è nulla nella sua origine che giustifichi una propensione al macabro o al satanismo, per i Celti era soltanto “All allows’eve”, “la vigilia di Ognissanti”, e non c’era alcun riferimento a Satana poiché questo personaggio è comparso nelle nostre culture insieme alla religione cristiana… Per cui il paradosso è che in una festa di origine irlandese si osanni il diavolo e si compiano sacrifici in nome di Satana, quando per i Celti questa entità nemmeno esisteva, o almeno non in questi termini. Nel corso degli anni sono stati tantissimi i casi di violenze gratuite e terribili subiti dagli animali per mano umana, ma, a quanto pare, sono gatti e polli, spesso, ad essere utilizzati per questioni più macabre e legate all’occulto. L’anno scorso l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) di Voghera lanciava un comunicato stampa in cui invitava a restare vigili sulle adozioni di gatti neri in questo particolare periodo dell’anno, segnalando anche di aver ricevuto al rifugio alcune richieste di adozione sospette che vennero quindi respinte.

 

LA CRONACA – A fine ottobre 2011 a San Venerio, in provincia di La Spezia, un gattino nero e una gallina con la testa mozzata sono stati ritrovati appesi per le zampine su di un rivolo d’acqua in un bosco in prossimità del borgo. Anche l’associazione animalista Earth l’anno scorso rese note parecchie date usualmente importanti per chi pratica l’occulto, e sconsigliò le adozioni di gatti neri (ma anche completamente bianchi) nei periodi compresi tra fine ottobre e inizio novembre, ricordando che anche capre e galli, che nell’iconografia classica spesso sono metafora fisica del demonio, sono spesso utilizzati nei riti con sacrifici animali. Anche l’associazione AIDAA si è occupata del fenomeno, dando anche delle stime e dei numeri che però sono stati spesso oggetto di discussione, dando l’input a molti per screditare queste statistiche, questi episodi e l’intera veridicità dei fatti. Sono parecchi gli articoli in rete che definiscono “bufala” tutta la faccenda, partendo dai numeri diffusi dalle stime dell’AIDAA e finendo poi a negare l’intero fenomeno. Di sicuro non possiamo conoscere i numeri precisi che riguardano sacrifici animali consumati duranti rituali oscuri, ma sono molte le associazioni animaliste che mettono in guardia da questi pericoli, come anche gli articoli riguardanti casi del genere, alcuni anche documentati da fotografie. Che questi riti avvengano per “curiosità” o perchè bravate di qualche ragazzino o perchè tentativi di imitazioni di rituali satanici o perchè effettivamente opera consapevole di cerimonianti dell’occulto, il risultato non cambia: il “sacrificio” si compie, gli animali vengono torturati e ammazzati, e nulla potrà portarli indietro o lenire le loro atroci sofferenze. Addirittura nel Marzo 2010 su una pagina facebook cominciarono a circolare fotografie a mo’ di “tutorial” su come sventrare un gatto per utilizzarlo durante un rito satanico, tra l’indignazione generale della gente. Un gattone bianco e nero veniva squartato ed eviscerato davanti alla fotocamera con un bastone di legno appuntito, il tutto all’interno di una stella a cinque punte.

 

Il gatto sacrificato trovato nella villa comunale di Napoli
Il gatto sacrificato trovato nella villa comunale di Napoli

I RITI SATANICI – Ancora, nello stesso periodo una donna turca di 35 anni, Selma Sim, ha sgozzato tre gatti per berne il sangue, guadagnandosi anche qualche giorno (troppo pochi) di galera. Sempre nel 2010 a Trieste i resti di un gatto nero sono stati trovati in uno scenario che lasciava ben poco all’immaginazione: simbolismo e ritrovamenti hanno subito fatto pensare ad una messa nera, in cui le viscere del povero felino erano state messe a cerchio intorno al corpo, ormai esanime. Addirittura qualche giorno prima del Capodanno 2009 molte tombe del Cimitero degli Animali di Caserta vennero profanate da vandali, probabilmente per recuperare corpi utili per rituali macabri. Più recentemente, in Villa Comunale a Napoli sono stati ritrovati, in quella che era una volta la sede dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, rifiuti organici umani, simbolismi satanici e cadaveri di gatti neri.

 

I FATTI RECENTI – Di Luglio è invece la notizia che parrebbe coinvolgere un’attività legata alla prostituzione di donne Nigeriane che, attraverso dei riti con sacrifici animali (in particolare di gatti neri), verrebbero convinte ad esercitare la “professione”, anche se reticenti, da chi le sfrutta. Insomma, nulla di troppo diverso dai più “famosi” riti voodoo. Per citare un’altro episodio, a fine settembre di quest’anno Lecco ed altre città del Nord Italia sono state teatri di molte scomparse di gatti, soprattutto neri. Ma non è solo in queste date che la vita degli animali è stata spezzata senza rispetto e senza pietà per riti, credenze, messe nere e stupide superstizioni, dalla mano umana. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, magari nel Medioevo, i gattoni neri attraversavano le buie strade delle città e i loro occhi si illuminavano alla luce delle lanterne, spaventando i passanti con quei riflessi verdi luminosi e fortissimi; eppure ancora si crede che un gatto nero che attraversa una strada porti sfortuna a chi lo incrocia.

 

LA NECESSITÀ DELLA SVOLTA – Ma, citando Groucho Marx, “un gatto nero che ti incrocia la strada significa che sta andando da qualche parte”. Tutto qui. A volte gli animali vengono ammazzati addirittura per tradizione, come avviene in Spagna per i tori, durante le corride, o in altri paesi che ancora si sporcano le mani di sangue per sventrare e ridicolizzare cani, conigli (chi non ricorda la “famosa” zampa di coniglio antimalocchio?), persino grandi cetacei. Qualcuno dice che per i riti satanici sono importanti i sacrifici animali per l’energia (negativa) che se ne trae, come se in una qualche maniera quella energia potesse essere usata e assorbita per scopi altrettanto oscuri. Ma il passo a questo punto verso una riflessione e una presa di coscienza generale è breve. Perchè tutte le forme di violenza psicologica e fisica inflitta agli animali per tradizione, ritualità o “abitudine” genera lo stesso tipo di energie. Le stesse energie che vengono rilasciate in una corrida, in un allevamento intensivo, in una batteria di galline ovaiole, in un centro di detenzione di cuccioli (agnelli) che vengono privati del latte materno e imbottiti di antibiotici per mantenere le loro carni bianche prima di sgozzarli, ammazzarli, e servirli poi in pezzi sulle tavole a Pasqua. “In nome del Signore”. Ma di quale Signore stiamo parlando? Quanta differenza passa davvero tra le due pratiche? Il rispetto verso la vita dovrebbe essere portato sempre, ad Halloween, a Capodanno, a Pasqua, in qualunque giorno non segnato in rosso sul calendario. Da tutti.