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Cultura

Dai Campi Flegrei al pubblico internazionale: “L’ultima voce della Sibilla” di Simona Carannante arriva anche in inglese

Dai Campi Flegrei al pubblico internazionale: “L’ultima voce della Sibilla” di Simona Carannante arriva anche in inglese
  • Pubblicato13 Ottobre 2026

POZZUOLI – Ci sono territori che possono diventare molto più di uno scenario. Possono trasformarsi in memoria, racconto e voce. È da questo legame con i Campi Flegrei che nasce L’Ultima Voce della Sibilla, il romanzo di Simona Carannante, un’opera che intreccia narrativa, ricordi, mito e identità di una terra che continua a raccontare se stessa attraverso i suoi luoghi. Pozzuoli, Cuma, il Lago d’Averno, la Solfatara e i paesaggi flegrei non costituiscono soltanto lo sfondo della storia: diventano parte della narrazione, quasi personaggi silenziosi capaci di custodire secoli di stratificazioni, leggende e memorie. Il titolo richiama una delle figure più potenti dell’immaginario antico legato a questo territorio, la Sibilla, ma il racconto guarda anche al presente e al rapporto profondo che continua a unire chi vive questa terra alla sua storia.

IL LIBRO – L’Ultima Voce della Sibilla – Romanzo di una terra che non ha mai smesso di parlare nasce dal desiderio di restituire attraverso la narrativa l’identità dei Campi Flegrei, evitando di considerarli soltanto come un insieme di siti archeologici o paesaggi da osservare. Nel romanzo, passato e presente dialogano continuamente. Il mito incontra la vita quotidiana, la memoria personale si intreccia con quella collettiva e i luoghi diventano custodi di qualcosa che attraversa le generazioni. «Ho voluto raccontare i Campi Flegrei non semplicemente come il luogo in cui sono nata e vivo, ma come una terra capace ancora oggi di parlare a chi la attraversa. Ci sono luoghi nei quali la storia non è soltanto alle nostre spalle sembra continuare a vivere insieme a noi». È questa l’idea che accompagna anche il sottotitolo dell’opera: “Romanzo di una terra che non ha mai smesso di parlare”.

DA POZZUOLI – Dopo la pubblicazione italiana, il progetto compie ora un ulteriore passo con l’edizione in lingua inglese, “The Last Voice of the Sibyl – A Novel of a Land That Never Stopped Speaking”, pensata per portare la storia e l’immaginario dei Campi Flegrei anche a lettori oltre i confini nazionali. Una scelta che non significa soltanto tradurre un romanzo, ma provare a rendere accessibile a un pubblico internazionale un patrimonio culturale e narrativo profondamente legato alla Campania e all’area flegrea. In queste settimane Carannante sta accompagnando il percorso del libro anche attraverso immagini e video realizzati direttamente nei luoghi raccontati, portando il pubblico tra siti archeologici e paesaggi del territorio e utilizzando anche la lingua inglese per presentarli a una platea più ampia. Dal Tempio di Serapide al Lago d’Averno, dalla Solfatara agli altri luoghi simbolici dell’area, il filo conduttore rimane lo stesso: raccontare una terra non come semplice cartolina, ma come luogo vivo, nel quale storia, natura e memoria continuano a incontrarsi.

L’AUTRICE – Simona Carannante è autrice e progettista culturale puteolana. Il rapporto con il territorio flegreo attraversa da tempo parte delle sue attività artistiche e culturali. Con L’Ultima Voce della Sibilla porta nella narrativa questa relazione personale con i luoghi, trasformandola in un racconto rivolto prima al pubblico italiano e oggi anche ai lettori internazionali. Una storia nata a Pozzuoli che prova così a percorrere una strada più lunga, portando con sé una delle identità più antiche e affascinanti del Mediterraneo quella dei Campi Flegrei