«Un tetto per gli sfollati. Basta sciacallaggio» a Pozzuoli striscioni in tutta la città – LE FOTO
POZZUOLI – «Qualcuno è in ferie? I bisogni della comunità puteolana e flegrea no. Dopo 2 settimane dalla scossa del 31 lug di mg 4,7, chi paga il prezzo più alto sono ancora una volta gli sfollati. Oltre 3000, con controlli ancora da accertare, che si sommano a quelli dei sismi precedenti e mai rientrati in casa, uno scenario purtroppo ampiamente prevedibile, evidenziato dalla delegazione di cittadini nell’incontro in Prefettura del 5 agosto al Ministro Piantedosi.» È quanto fanno sapere con una nota gli attivisti del coordinamento “Pozzuoli esiste ancora” «Il 90% è ospitato da amici o parenti, ma fino a quando potrà durare questa sistemazione con il rientro al lavoro e l’inizio dell’anno scolastico? Dietro i numeri ci sono le persone; numeri così grandi da dimostrare l’insufficienza degli strumenti pensati finora dallo Stato, che si riducono a brandine al Palatrincone e a camere in albergo da lasciare dopo poche settimane, in attesa di un misero CAS difficilmente spendibile sul mercato immobiliare.»
LO SCIACALLAGGIO – Tantissime le segnalazioni di speculazioni e sciacallaggio sul dramma della povera gente: aumento dei prezzi, rifiuto di fittare a famiglie con minori o disabili, richieste di garanzie (doppia busta paga) impossibili da dare. Gli appelli alla “buona volontà” rivolti dalle Istituzioni ai proprietari privati, in ogni caso ipocriti e tardivi, non bastano. Da ieri pomeriggio gli attivisti del movimento di “Pozzuoli esiste ancora”, in continuità con le manifestazioni dei giorni scorsi, hanno affisso striscioni contro il caro affitti – suscitando reazioni di consenso dei passanti – per chiedere allo Stato di affrontare la più urgente di tutte le emergenze: dare un tetto a chi l’ha perso. Il messaggio ha raggiunto i Comuni limitrofi fino al litorale domitio, visibile oltre i Campi Flegrei. Governo, Regione, Prefettura, Comuni non possono limitarsi a prendere atto del problema, ma devono adottare ogni soluzione possibile – con una pluralità di strumenti normativi e operativi – per rendere utile il CAS a chi cerca una casa in affitto, individuare alloggi disponibili, non lasciare le persone sole e non disperdere la comunità lontana dalla propria città.
La lotta continua fino alla sistemazione dignitosa dell’ultima famiglia.
LE FOTO



































