Dopo 40 anni il Comune di Quarto approva il PUC «Beni confiscati per la prima volta nel piano»
QUARTO – «Per la prima volta nella sua storia amministrativa Quarto ha approvato il proprio Piano Urbanistico Comunale, una data storica per la nostra città – commenta il sindaco Antonio Sabino, che è anche consigliere metropolitano di Napoli al Patrimonio e Beni comuni – Si tratta di uno strumento urbanistico fortemente partecipato e ampiamente condiviso con la città, perché da anni abbiamo coinvolto associazioni, rappresentanze economiche e sociali, sindacati, parrocchie e cittadini. La vera sfida di questo Piano è trasformare una città che si è costruita in una città che finalmente si organizza. Una città non è fatta soltanto di abitazioni, ma servono per i nostri cittadini più scuole, più sport, più luoghi di incontro, più cultura, più spazi verdi, migliore mobilità e più servizi. Per questo la scelta di fondo del Piano è chiara: non una nuova stagione di espansione residenziale, ma una stagione di costruzione della città pubblica. Il nostro obiettivo non è aggiungere semplicemente nuove case. È aggiungere ciò che alla città è mancato per decenni, con servizi, attrezzature, beni confiscati, impianti sportivi, spazi pubblici, verde, mobilità, cultura. E la città pubblica è anche una questione di legalità. A Quarto una parte importante della futura città dei servizi potrà nascere anche attraverso la restituzione alla collettività di decine di beni sottratti alla criminalità organizzata e ora patrimonio del Comune di Quarto. I beni confiscati rappresentano una responsabilità e, insieme, una straordinaria opportunità. Dove l’illegalità ha sottratto risorse alla comunità, la comunità deve ora tornare ad avere quegli spazi. Un immobile confiscato che diventa un servizio, un luogo per i giovani, uno spazio sociale o culturale non è soltanto un bene recuperato. È un pezzo di città restituito ai cittadini e noi lo stiamo dimostrando da anni. È la dimostrazione concreta che la legalità non è soltanto repressione dell’illegalità, ma capacità delle istituzioni di restituire valore e opportunità alla comunità.»
LA CASERMA – «Per la prima volta – aggiunge Sabino – i beni confiscati entrano nella pianificazione urbanistica come cuore del nostro progetto di città. Nel nuovo Piano c’è anche l’importante decisione di localizzare in un’ampia area del centro storico la nuova e più ampia sede della caserma della Tenenza dei Carabinieri di Quarto, acquisendo gratuitamente nel patrimonio comunale di Quarto terreni di proprietà del’Arciconfraternita dei Pellegrini. Con l’Arma dei Carabinieri e con la prefettura abbiamo un dialogo ampio e continuo anche per gli alloggi di servizio dell’Arma. C’è poi un’altra grande questione che riguarda il futuro della città: quella ambientale. Le temperature e gli eventi climatici degli ultimi anni ci ricordano che la questione del cambiamento climatico non appartiene a un futuro lontano. Riguarda già il modo in cui progettiamo le nostre città. È una città più accessibile, più verde, più connessa, più sostenibile. Oggi non stiamo semplicemente approvando un documento urbanistico. È questa, in fondo, la differenza tra amministrare il presente e governare il futuro».





























