POZZUOLI/ Caos e traffico all’uscita dai lidi, vigili assenti da Licola «Hanno paura»
POZZUOLI – Tre ore per percorrere poche centinaia di metri, imbottigliati nel traffico all’uscita dai lidi. Caos, ingorghi e lunge code l’hanno fatta da padrona ieri a Licola, orfana dei controlli alla viabilità. Una domenica da “bollino nero” dovuta alla presenza sul territorio di una sola pattuglia della Polizia Municipale, impegnata nel centro storico di Pozzuoli e quindi impossibilitata a intervenire nell’inferno di via Sibilla, via Orsa Minore, via Domitiana e via dei Platani, un fazzoletto di pochi chilometri quadrati dove centinaia di automobilisti sono rimasti intrappolati nell’odissea del traffico. Inutili, infatti, sono state le tante chiamate al comando, che nulla ha potuto per dirottare i pochi agenti presenti sul territorio (su un personale di circa cento unità). Criticità che ora fanno temere per il 25 aprile e il 1 maggio, quando le presenze di triplicheranno e la presenza di agenti sarà più o meno la stessa. Diversamente, a Pasqua e Pasquetta il dispositivo sulla viabilità ha funzionato grazie alla presenza di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.
I TIMORI – Ma a colpire, oltre all’esiguo numero di caschi bianchi presenti su tutto il territorio (dove sono assenti la notte), sono le motivazioni che hanno condotto la Polizia Municipale ad “assentarsi” da Licola mare. Su tutte c’è il «timore» di prestare servizio nella zona, per il quale chiedono «maggiore sicurezza» nonostante si parli di uomini e donne in divisa (e con pistola) che tra i compiti hanno la tutela della sicurezza urbana e viabilità. In sintesi, i vigili di Pozzuoli per poter lavorare chiedono la “protezione” da parte delle altre forze dell’ordine, spostando la problematica da “controllo della viabilità” ad “ordine pubblico”. A sollevare la questione è stata una nota dell’11 aprile scorso a firma dei rappresentanti sindacali Salvatore Guerriero (FP-CGIL) e Vincenzo Chiaiese (FP-CSA) con la quale hanno formalizzato “il proprio profondo disappunto riguardo alle modalità con cui viene attualmente gestito l’impiego degli agenti di Polizia Municipale nella località di Licola. Riteniamo – hanno fatto sapere i due rappresentanti – intollerabile che il personale venga inviato sul territorio in totale assenza di protocolli operativi definiti, una carenza che lascia gli operatori in una condizione di pericolosa incertezza riguardo alle mansioni specifiche da svolgere e alle procedure di sicurezza da adottare.”
ASSENZA DI PATTUGLIE – CGIL e CSA inoltre pongono l’attenzione sull’impossibilità di schierare un numero di pattuglie sul territorio che, anche nella giornata di ieri, soprattutto la domenica raramente supera le due unità. “Operare senza direttive chiare non solo mina la professionalità del Corpo, ma espone i singoli agenti a rischi imprevedibili che l’Amministrazione ha il dovere giuridico e morale di prevenire. – si legge nella nota – Tale precarietà risulta ulteriormente aggravata dall’impossibilità di schierare un numero di pattuglie sufficiente a garantire il mutuo soccorso e una copertura capillare del territorio rende ogni intervento potenzialmente isolato e vulnerabile. Le attuali condizioni di sicurezza nell’area di Licola risultano dunque del tutto insufficienti a garantire l’incolumità dei lavoratori, specialmente in un contesto territoriale che ha già dimostrato di essere estremamente ostile. A tal proposito, corre l’obbligo di richiamare alla memoria il gravissimo episodio verificatosi proprio in quella stessa zona, dove un nostro collega è stato vittima di una brutale aggressione fisica durante l’espletamento delle proprie funzioni. Quell’evento non può e non deve rimanere un monito inascoltato: è la prova tangibile che l’invio di agenti in scenari complessi, senza un’adeguata pianificazione e senza tutele operative certe, rappresenta una scelta amministrativa azzardata che mette a repentaglio il personale. Per tali ragioni, queste Organizzazioni Sindacali diffidano il Comune di Pozzuoli e il Comando della Polizia Municipale dal proseguire con le attuali modalità di impiego, chiedendo un’immediata revisione del
servizio che preveda l’adozione di protocolli d’intervento chiari e un rafforzamento delle misure di protezione per gli operatori.”



























