POZZUOLI – Quattro giovani coesi dalla stessa passione per l’arte teatrale, ed uniti da sogni egualitari e speranze per il futuro. È questa la matrice creativa che aleggia e riscalda la trasposizione teatrale denominata: “Vittime e Carnefici”, messinscèna proposta presso “Casa Pio XII” (ubicata in via Carlo Rosini 12-A). La pièce è il frutto di un lavoro multiforme formato da un poker d’assi di attori giovanissimi, già molto attivi nel panorama artistico italiano: Maria Vona, Andrea Fazio, Annalisa D’Ambrosio e Igor Petrotto. I primi due curano la regia dello spettacolo insieme. Maria Vona ha radici puteolane, anche se ha errato in tutta Italia per la sua formazione artistica, accademica, ed è ritornata perché è amante della sua terra, e tiene a cuore le proprie radici flegree. L’intero evento è stato finanziato dall’Associazione Onlus “Il Cumanum” di Pozzuoli, tale organismo è stato originariamente fondato dalla nonna di Vona, la celeberrima attivista nostrana Maria Panetty Petrarca. Oggi, lo scettro della Presidenza è passato nelle mani di Rita Petrarca.

DINAMICHE DELLO SPETTACOLO – “Vittime e Carnefici” è un’operetta morale che ci induce a riflettere, d’altronde, lo spirito del teatro deve servire a stabilire con lo spettatore un’esplorazione critica circa lo specchio della attuale società. Quindi, è necessario veicolare attraverso l’arte del testo delle tematiche fondamentali, per capire l’uomo contemporaneo. Non è un caso che tale produzione è incentrata soprattutto sullo spirito e la forza dell’energia degli attori e della parola. “La gabbia del linguaggio” diventa essenziale e minimale con durezza e sarcasmo, segnatamente in un atto unico di un’ora e venti. Visto che il dramma si basa su un’unica scenografia e scena, questa tecnica può essere associata al piano-sequenza ininterrotto cinematografico. Quattro personaggi stereotipati, che mostrano i vari lati spigolosi e assurdi circa le tematiche di tutti i giorni. Il dibattito in un primo momento quiescente esplode con l’avvicinarsi dei disaccordi e punti di vista diversi. Come mai i bambini e i ragazzi d’oggi si affacciano sempre più sovente alla violenza e al livore? Queste sono le domande a cui la pièce cerca di rispondere.