POZZUOLI – Un errore di calcolo che gli sarebbe costato circa un anno in più di pena, e contro il quale sono stati chiamati a decidere i giudici della Cassazione. A rivolgersi alla suprema corte è stato Umberto De Simone, 61 anni, conosciuto come ‘o stuorto. Nei confronti del’uomo – già finito nell’inchiesta Penelope del 2010 contro il clan Longobardi-Beneduce, era stata stabilita una pena iniziale a 16 anni e 4 mesi, oltre a tremila euro di multa. Considerata poi la scelta del rito abbreviato, per De Simone la pena era scesa a 11 anni e 4 mesi.

L’ERRORE ED IL RICALCOLO – Ma si era trattato di un errore del giudice di secondo grado che di fatto ha portato ad un nuovo calcolo e cioè della pena definitiva a 10 anni e 10 mesi, oltre a duemila euro di multa.

L’INCHIESTA DEL 2010 – Come detto, Umberto De Simone finì in manette il 24 giugno di nove anni fa assieme ad altre 83 persone, tutte accusate di far parte del clan che da anni gestiva il malaffare a Pozzuoli. E’ anche cognato di Vera De Mari, ribattezzata Lady Usura, e condannata a 9 anni e 8 mesi per essere stata a capo di un’organizzazione dedita a prestiti con tassi da “strozzini” elargiti a casalinghe, piccoli imprenditori e commercianti di Monterusciello, Licola e Toiano.