in alto da sinistra: Manzoni, Del Vaglio, Caiazzo al centro da sx: Daniele, Figliolia, Tufano in basso da sx: Pennacchio, Testa, Amirante

POZZUOLI – Tanto tuonò che piovve. E’ scoppiata la bufera nel Partito Democratico di Pozzuoli. Dopo mesi di frizioni, polemiche e lettere inevase è arrivata la resa dei conti. Cinque consiglieri di maggioranza (su 7) e 3 membri della segreteria cittadina in una lettera inviata ai vertici provinciali e regionali del partito hanno chiesto l’azzeramento di tutte le cariche all’interno del circolo democrat, la costituzione di un comitato politico temporaneo e hanno “sfiduciato” politicamente il sindaco Vincenzo Figliolia, accusato di aver aperto una crisi di maggioranza e annunciato una verifica nella coalizione di governo senza consultare né il partito né il gruppo consiliare.

LA LETTERA – “Ci spiace, in questo momento estremamente delicato per la politica italiana e anche per il nostro partito doverle rappresentare le gravi difficoltà che incontra il gruppo consiliare del PD, partito di maggioranza relativa, nello svolgimento del suo ruolo politico-amministrativo e la completa assenza di iniziativa politica del partito nell’ambito della città” hanno scritto il presidente del consiglio Gigi Manzoni, il capogruppo del PD Vincenzo Daniele, i consiglieri Mimmo Pennacchio, Maria Rosaria Testa e Salvatore Caiazzo e i componenti della segreteria Luigi Zeno, Gennaro Bellofiore e l’ex vicesindaco Francesco Cammino nella lettera inviata al Commissario della Federazione Metropolitana del PD di Napoli, Michele Pompeo Meta, e al segretario del partito in Campania, Leo Annunziata. Al primo cittadino viene imputato il mancato coinvolgimento delle parti politiche nella vita amministrativa e nelle scelte che riguardano l’attuazione delle linee programmatiche, soprattutto in relazione alle grandi opere commissariali, tra le quali il Rione Terra, l’area di interscambio e la bretella Tangenziale-Porto.

LA RISPOSTA – Dal canto suo il sindaco ha risposto con una lettera indirizzata al segretario del partito Antonio Tufano, stigmatizzando i modi e la forma adottati dai cinque. “Apprezzo lo sforzo dei sottoscrittori della comunicazione ricevuta, ma reputo del tutto inadeguata la forma di presentazione adottata, essendo per principio, persona rispettosa dei principi democratici del partito di cui sono onorato di far parte. Ti invio ad assumere una veloce iniziativa affinché tutti possano apportare il proprio contributo per riprendere il giusto cammino che la città merita”.