MONTE DI PROCIDA – Dopo le roventi polemiche dello scorso aprile a cui seguì l’abbandono dello stadio comunale, il Monte di Procida calcio fa dietrofront e chiede al comune l’utilizzo del “Vezzuto-Marasco” per attività di allenamento del campo sportivo. La richiesta nei giorni scorsi è stata avanzata agli uffici comunali competenti da parte della ASD Monte di Procida Calcio, nella persona del suo Presidente e legale rappresentante Procolo Lamberti, ricevendo in risposta il diniego alla concessione dell’impianto in quanto -fanno sapere dal comune di Monte di Procida- “Le forniture per i servizi necessari alla fruibilità del campo, infatti, sono ancora da attivare e regolarizzare. A ciò provvederà in tempi brevi l’ASD Isola di Procida, concessionaria in forza della disposta efficacia dell’aggiudicazione intervenuta, così come specificato nella nota di riscontro protocollata, a cura del funzionario incaricato Giovanna Romeo.”

DIETROFRONT –  Un clamoroso passo indietro da parte della società montese che nell’aprile scorso denunciò il mancato rinnovo del contratto di gestione lanciando gravi accuse contro l’amministrazione comunale la quale smentì categoricamente la ricostruzione dei fatti. Oggi, a 4 mesi da quei fatti, il comune di Monte di Procida ha fatto sapere dell’interesse da parte della società sportiva: “Dopo le precedenti vicende, -si legge in una nota- che hanno visto l’ASD Monte di Procida Calcio abbandonare il Vezzuto-Marasco per il mancato raggiungimento di un accordo circa l’adeguamento del canone economico di concessione, l’Amministrazione Comunale è ben lieta di riscontrare il rinnovato interesse della società nel campo sportivo definito “oggetto di discordia” dai media locali e si augura che questa possa stabilire nel prossimo futuro accordi con la società concessionaria per la fruizione dell’impianto in oggetto. Non sono e non sono mai stati in discussione, infatti, gli altissimi meriti sportivi e sociali conquistati negli anni dall’ASD Monte di Procida Calcio ed un ritorno della squadra locale al Vezzuto-Marasco costituirebbe un auspicio comune.”