Raffaele Buono

POZZUOLI – I saldi invernali sono partiti in sordina nella città di Pozzuoli. I negozi sono quasi sempre deserti. Troppo pochi i consumatori in giro tra le strade dello shopping; gli acquisti sono ormai ridotti al lumicino.
Oggi Cronaca Flegrea ha intervistato Raffaele Buono, presidente della Confesercenti Pozzuoli.

Raffaele, qual è l’andamento dei saldi nella città di Pozzuoli?
«I saldi, finora, si sono rivelati un flop gigantesco. Rispetto allo scorso anno, registriamo un calo del 50% degli acquisti. La situazione generale per il commercio al dettaglio è veramente tragica».

Credi che il fallimento dei saldi sia da attribuire unicamente al Covid-19?
«Sicuramente l’emergenza sanitaria è tra le principali cause del flop dei saldi, ma oltre alla pandemia stiamo facendo i conti pure con il maltempo delle ultime settimane e con il clima di incertezza per le famiglie. Le persone stanno vivendo un periodo difficile sul piano economico e provano a risparmiare e a comprare solo i beni necessari. Le misure restrittive, inoltre, impongono ai cittadini di uscire di meno. Da qui la contrazione di acquisti sul fronte dell’abbigliamento e delle scarpe».

Qual è lo stato d’animo dei commercianti di Pozzuoli?
«Siamo i nuovi poveri. I ristori non si vedono o sono minimi rispetto alle spese a cui bisogna far fronte quando si ha un’attività commerciale. Molti Codici Ateco sono stati poi messi proprio da parte e non hanno ricevuto alcun supporto. C’è aria di tristezza tra gli esercenti: ci si sente demoralizzati e ci si chiude in se stessi».

Pensi che qualche attività commerciale del centro storico possa arrivare a chiudere definitivamente la saracinesca?
«Nel centro cittadino di Pozzuoli tante attività commerciali sono storiche. I titolari non intendono arrendersi e chiudere le serrande. Al momento si stanno facendo tanti sacrifici per scongiurare la chiusura».

Qual è il settore più penalizzato?
«Il commercio al dettaglio sta subendo grossi perdite su tutta la linea. Chi fa questo lavoro, ha bisogno soprattutto di programmazione. I continui ‘stop and go’ non fanno bene alle attività e non sono sicuramente funzionali all’approvvigionamento della merce. Il comparto Wedding è sicuramente tra quelli più penalizzati. Il 2021 è appena iniziato e già registra un calo del fatturato del 25%».