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QUARTO – «La nostra città doveva essere pervasa, secondo gli esponenti dei 5 stelle, da uno spirito di rinnovamento e di apertura alla città. Stiamo, invece, nei fatti assistendo ad un periodo di massimo grigiore, di isolamento politico e ad un’idea di amministrazione pubblica, arrogante e incompetente».

MESSAGGI SOTTO ACCUSA – E’ soltanto l’ultimo attacco sferrato all’indirizzo del sindaco Capuozzo, da giorni sotto assedio per la vicenda relativa ai messaggi privati pubblicati su Facebook. Conversazioni nelle quali è spuntato il nome di un consigliere di opposizione, Luigi Rossi. Il primo cittadino, rispondendo al suo interlocutore che poco prima aveva scritto «Ma stai tranquill ca iss e o primm ca abbusca», aveva digitato: «non sarebbe male vedere rossi spaventato». Le polemiche che ne sono seguite sono senza precedenti. E sono proseguite anche durante l’ultimo consiglio comunale, all’interno del quale non è seduto alcun rappresentante del Partito Democratico, per le note vicende dell’esclusione delle liste elettorali dello scorso maggio.

ATTACCO DEL PD –L’attacco del Pd continua: «Solleciteremo l’intervento dei parlamentari impegnati, nelle commissioni competenti, per esaminare la legalità di tutti gli atti, che l’amministrazione grillina sta mettendo in piedi in questi giorni. Questi episodi inquietanti, non appartengono alla dignità della politica, vanno respinti e combattuti in tutte le maniere. Chi è salito al governo della nostra Città proponendosi come moralizzatore, non può utilizzare l’intimidazione per limitare la legittima opposizione nell’aula in cui democraticamente si decidono le sorti della nostra comunità».

CONSIGLIO “INFUOCATO” – Le polemiche, come detto, sono approdate anche in aula, dove il consigliere Rossi non ha esitato a ripetere le accuse al sindaco già rivolte poche ore prima: «Il suo è un atteggiamento camorristico, si deve dimettere. E risponda, almeno». La fascia tricolore, invece, non ha voluto assolutamente intervenire, rimanendo in silenzio assoluto per l’intero svolgimento dei lavori. La bagarre che ne è nata ha anche costretto il presidente del consiglio comunale, Lorenzo Paparone, ha sospendere la seduta per due volte. Intanto, tra il pubblico, spuntavano cartelli con le scritte “dimissioni” e “vergogna”. Carabinieri e polizia municipale li hanno sequestrati, ma il clima è rimasto incandescente. Una seduta dal clima surreale, con il consigliere Rossi che ha continuato ad urlare le sue ragioni e dando vita ad un pesante battibecco con lo stesso presidente durante la sospensione dei lavori, e a microfoni ancora accesi.