QUARTO – Un “sistema” che affonda le radici nel tempo e che avrebbe permesso a non pochi imprenditori edili di evitare di pagare al Comune quanto dovuto per la realizzazione dei loro manufatti. E che di riflesso avrebbe cagionato ingenti danni economici all’ente locale, che mai avrebbe incassato quanto gli spettava.

PRATICA ANDATA AVANTI PER ANNI – E’ ciò che si potrebbe ipotizzare spulciando la documentazione inerente i permessi a costruire rilasciati negli ultimi dieci anni, lì dove sono indicate le somme dovute dall’imprenditore di turno al Comune di Quarto per ciò che riguarda gli oneri di urbanizzazione e i contributi per la realizzazione delle opere. Il sistema ruoterebbe tutto attorno alle fideiussioni che istituti bancari o assicurativi hanno concesso agli imprenditori a garanzia dei pagamenti. Pagamenti, sia chiaro, quasi sempre rateizzati. Un particolare, quest’ultimo, per nulla di secondo piano per meglio comprendere il funzionamento del presunto “sistema”.

RATE FANTASMA – Una volta ottenuto il permesso a costruire, viene stabilita l’entità di quanto dovuto e l’eventuale numero di rate. Ebbene, sono tantissimi i casi in cui è stata versata soltanto la prima rata, lasciando poi che le restanti “fette” da pagare finissero nel dimenticatoio. Una sorta di “oblio amministrativo” durato anche dieci anni, come si evince dagli esiti delle pratiche. Ad esempio, ci sono state ditte edili che avrebbero dovuto versare – tramite i “garanti” e cioè banche ed assicurazioni – ben centomila euro, somma frazionata in quattro soluzioni. Quanto hanno versato? Ovviamente solo un quarto di quanto dovuto,  nel 2012, con scadenza della dilazione due anni dopo. Sono passati cinque anni e della parte restante di quanto dovuto non ve n’è traccia. Ed ancora, un’altra ditta aveva pattuito il pagamento di quasi 200mila euro in 24 rate, e cioè circa 8mila euro alla volta. Troppo facile indovinare quanto abbia versato, per una pratica del 2013: una sola rata pari ad un 24esimo del dovuto. Tante le anomalie come quelle appena viste, almeno dal 2008.

IL “GIOCHETTO” – Ci sono poi tantissime altre pratiche di importi ben più inferiori, ma il “giochetto” sembra essere sempre lo stesso: pagare la prima rata, sanando così in qualche modo l’intera situazione, e poi rimandare alle calende greche il restante. Negli ultimi tempi, a “scavare” tra le carte, ci hanno pensato anche i consiglieri di opposizione che fanno riferimento a Davide Secone, che aveva portato la questione anche in consiglio comunale. Tra i primi effetti,  un recente e fortissimo aumento degli incassi delle rate mai pagate dagli imprenditori. In poco tempo, nelle casse del Comune sono arrivati oltre 900mila euro.

LE RESPONSABILITÀ – E chissà quanti altri soldi dovranno ancora essere versati da parte degli “smemorati”. Eppure, restano alcuni interrogativi: chi avrebbe dovuto preoccuparsi della correttezza dei pagamenti? E le eventuali “distrazioni” dei responsabili, hanno in qualche modo causato un danno economico al Comune?