POZZUOLI – Il suo yacht travolse in pieno un’imbarcazione sulla quale c’era un’intera famiglia e don Luigi Saccone, vicario episcopale della diocesi di Pozzuoli, il cui corpo fu dilaniato in quel tragico impatto al largo delle acque di Capri.

LA TRAGEDIA NEL 2009 – A distanza di quasi dieci dal terribile incidente, il comandante dello yacht, il francese Jean Laurent Antoine Claude Simon, ha chiesto uno stop ai risarcimenti nei confronti delle parti lese, alle quali in parte già erano già state elargite altre somme. La Corte di Cassazione ha però respinto la richiesta dell’allora 35enne, nonostante quanto sottolineato da colui condannato per naufragio e omicidio colposo: «il pagamento immediato di ulteriori danni lamentati, in aggiunta a un così imponente ristoro dei danni affrontato in favore delle innumerevoli persone danneggiate, farebbe derivare all’imputato un insostenibile, grave ed irreparabile danno».

LA MOTIVAZIONE – Non è così per la Suprema Corte, che ha respinto la richiesta di sospensione dell’esecuzione della condanna civile: «le somme dovute non risultano particolarmente sproporzionate».