QUARTO – Una protesta senza precedenti, sfociata anche con alcuni danneggiamenti. Ad organizzarla fin dalla mattina, gli ospiti del centro di accoglienza per migranti di via Seitolla, dallo scorso settembre senza più il contributo economico dei “pocket money”: 2 euro e 50 centesimi al giorno previsti per ogni ospite. Da settembre, però, i pagamenti da parte della Prefettura si sono interrotti.

SANITARI MANOMESSI – Da qui la protesta, con tanto di minaccia di occupazione della strada sulla quale affaccia la palazzina nella quale vivono. Sul posto sono intervenuti agenti della municipale, carabinieri e polizia. Qualche attimo di tensione si è registrato quando alcuni migranti si sono barricati nella struttura, impedendo l’ingresso agli operatori. Alla mancanza di soldi, gli ospiti hanno aggiunto anche le difficoltà legate alla mancanza di acqua calda. Un’accusa, quest’ultima, subito smentita dagli operatori: ad aver danneggiato una sciacquone, uno scaldabagno ed un’altra tubatura sarebbero stati alcuni degli ospiti, i più facinorosi.

STRUTTURA APERTA DA UN ANNO – In tutto 82 persone tra uomini e donne, ai quali si è aggiunta di recente una piccola di appena sei mesi. A loro disposizione una palazzina di tre livelli per un totale di circa 700 metri quadrati. La protesta è poi rientrata poche ore dopo, ma restano i danni. Ad occuparsene saranno le due associazioni che si occupano della gestione del centro, la Sole e Servizi per l’Italia.

IL SOSPETTO – Il direttore della Sole, Carmine Morelli, non ha dubbi: i danni sono stati arrecati di proposito per attirare l’attenzione sul mancato pagamento dei pocket money. «Non è mai successo nulla del genere da quando siamo qui. Abbiamo sempre dialogato, anche quando in passato ci sono stati altri ritardi. E’ da alcuni giorni che li vedo agitati e non escludo che siano stati fomentati da qualcuno».