consiglioQUARTO – Un consiglio comunale “lampo” nonostante i diversi punti all’ordine del giorno, iniziato con uno sgambetto dell’opposizione e che la dice lunga sull’attuale stato di salute della maggioranza e dell’amministrazione. Stando a come si sono svolte le operazioni di voto, si potrebbe dire che il sindaco Capuozzo naviga a vele spiegate. Nove i punti da sottoporre al voto, tutti passati all’unanimità.

Giovanni SantoroIL “MISTERO” DI SANTORO – E senza alcuna intervento o critica minima se si esclude quello di Giovanni Santoro, per l’occasione in giacca e cravatta. Sì, perchè l’unico intervento ha riguardato proprio la “mise” del capogruppo di Uniti per Quarto, tra l’altro fatto dal diretto interessato. Che però non ha voluto svelare il motivo di tanta eleganza, promettendo farlo nei prossimi consigli comunali. In altre parole, la maggioranza trasversale che sostiene il sindaco si è mostrata sulla carta più che compatta. Tutti con la mano alzata ad ogni votazione, quasi senza proferire parola. Le poche pronunciate sono state quelle di due assessori, Vincenzo Campanile (Bilancio) e del fresco di nomina, Alessandro Merenda (Urbanistica) Per quest’ultimo si è trattato del “battesimo”, nominato dal sindaco poche ore prima al termine di un rimpasto di giunta annunciato esattamente quattro mesi fa.

ASSENZE TATTICHE – Eppure, come detto, il consiglio comunale di giovedì ben illustra pregi e difetti della maggioranza. Che in realtà ha mostrato una crepa nel momento in cui è mancato il numero legale, che è di 13 consiglieri oltre al sindaco. Nelle fasi dell’appello, infatti, sono usciti dall’aula Antonio Brescia e Vincenzo Biondi che, unitamente all’assenza di Maria Russolillo e di Francesco Passaro, hanno fatto venir meno la possibilità di aprire i lavori. Già, perchè a mancare è stato anche il consigliere Roberta Buiano, tra i fedelissimi del primo cittadino. Un’assenza dovuta ad un impegno personale, non certo “tattica” come quelle di Biondi e Brescia. Ma che ha costretto il presidente Anna Perotti ad una nuova conta una volta giunta in aula la stessa Buiano. Dunque, la maggioranza c’è e ha dimostrato una compattezza mai vista prima d’ora. Ma è pur vero che i numeri sono risicatissimi e basterebbe uno scranno vuoto per far saltare il numero legale.

“SILENZIO, SI VOTA” – Ciò che manca e di cui si sente la mancanza, è un serio confronto tra maggioranza e opposizione. La prima vota all’unanimità senza batter ciglio, la seconda preferisce le assenze tattiche. Con il risultato che a perire è la discussione, la critica. In altre parole, a vincere a mani basse è la noia. Che potrebbe durare benissimo quattro anni, sia chiaro. Sempre se qualche consigliere non si becchi un raffreddore.