QUARTO – Non un semplice momento commemorativo, ma un’intensa lezione di vita e di educazione civica. Giovedì 8 ottobre, il CineTeatro Corona di Quarto ha accolto numerosi studenti per una mattinata interamente dedicata al ricordo del giudice Paolo Borsellino. Prima di raggiungere il teatro, l’ospite d’onore Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato, si è recata in visita a Casa Mehari – il bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla comunità – e ha fatto tappa alla Scuola Elementare “Paolo Borsellino”. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Projecta — da anni in prima linea nella diffusione della cultura della legalità sul territorio — è stata realizzata anche grazie al determinante contributo della prof.ssa Raffaella De Vivo. Il Teatro Corona ha accolto la rappresentazione dello spettacolo “Il figlio del magistrato”, scritto e diretto da Luca Pizzurro e prodotto da Ellegipì Teatro 20. Interpretatato da Guido Saudelli con le musiche originali di Francesco Valente, il testo accantona la cronaca giudiziaria per dare spazio allo sguardo intimo del ventenne Manfredi Borsellino.
LO SPETTACOLO – La piéce ripercorre con delicata tensione drammatica i 57 giorni che separano la strage di Capaci da quella di via D’Amelio. Sul palco prende vita la quotidianità di una famiglia costretta a vivere sotto scorta, tra limitazioni della libertà, paure striscianti e sacrifici personali, ma legata da un profondo senso d’amore, dignità e coraggio. Un racconto vivido e toccante che ha catturato e commosso l’intera platea.
IL CONFRONTO CON I GIOVANI – Al termine della rappresentazione, Fiammetta Borsellino — intervenuta a titolo completamente gratuito — è salita sul palco per avviare un dibattito aperto e diretto con i ragazzi. Testimone instancabile di verità e custode della memoria del padre, Fiammetta ha invitato gli studenti ad allenare il proprio senso critico, a rifiutare ogni forma di compromesso e a trasformare la memoria in un’azione quotidiana di responsabilità civica, consegnando ai giovani flegrei un patrimonio umano prezioso e indelebile. La fotografia è di Alessandro Pone.





























