L'uomo chiedeva continuamente soldi alla donna
L’uomo chiedeva continuamente soldi alla donna

QUARTO –  Fu arrestato il 16 giugno dello scorso anno con l’accusa di estorsione con l’aggravante delle finalità mafiose. Ieri il 32enne quartese Antonio Agrillo è stato assolto da ogni imputazione. Agrillo finì in manette assieme a Gianluca Rusciano, suo coetaneo residente a Marano di Napoli, per un’estorsione perpetrata ai danni del titolare di una società edile che stava svolgendo dei lavori in un parco privato. Rusciano scelse il rito abbreviato ed è stato condannato a sei anni. Mentre Agrillo professando la totale casualità dell”incontro con il suo coetaneo scelse il rito ordinario, che oggi lo ha portato all’assoluzione.

LA DIFESA SMONTA L’ACCUSA –  L’avvocato difensore di Agrillo si è concentrato su alcuni raid al cantiere del parco Orlando, uno di questi messi a segno a maggio dal Rusciano, ma principalmente sulla circostanza dell’arresto di Agrillo che avvenne quasi casualmente. Agrillo infatti, secondo le tesi difensive. aveva avuto solo un diverbio con il titolare della ditta, diverbio dopo il quale scattò la denuncia. Inoltre in fase dibattimentale il titolare della ditta e suo figlio in due occasioni in avrebbero riconosciuto Agrillo come l’estorsore.

L’ARRESTO – L’arresto del giugno 2014 scaturì da indagini condotte dai carabinieri che accertarono: le responsabilità dei fermati in ordine ad un tentativo di estorsione perpetrato nei confronti del titolare della società edile con sede a Napoli, impegnata nella ristrutturazione di un edificio a Quarto, il quale, prima di iniziare i lavori, avrebbe dovuto chiedere il permesso all’organizzazione criminale di Marano e, per poterli continuare, si sarebbe dovuto mettere “a posto”. Nelle indagini emersero episodi di minacce, perpetrati negli ultimi dieci giorni precedenti all’arresto dei due anche nei confronti di due operai.