QUARTO – Finestre asportate, tapparelle squarciate, servizi igienici razziati e presi a martellate. E poi ancora pareti sventrate in alcuni punti della casa. A Quarto, e più precisamente in via Kennedy, è stato danneggiato un immobile confiscato alla camorra e consegnato ieri mattina al Comune. Il bene fu confiscato a un affiliato al clan Grassi di Soccavo, collegato ai Casalesi, nell’ambito di un’inchiesta sui videopoker. I danni ammontano a circa 80mila euro. «Ieri mattina l’Agenzia dei Beni confiscati ci ha consegnato un altro immobile confiscato alla criminalità organizzata che si trova nella centralissima via Kennedy, ma all’atto della consegna sono stati scoperti molti danni – dice amaramente il sindaco di Quarto Antonio Sabino – Come si legge nella denuncia presentata ai carabinieri della Tenenza di Quarto dal referente dell’Agenzia Beni Confiscati e come constatato dai nostri tecnici sul posto, qualcuno ha reso completamente inabitabile l’immobile».

IL SOPRALLUOGO DEI TECNICI – All’alba di oggi i tecnici del Comune di Quarto sono immediatamente intervenuti per mettere in sicurezza l’immobile e scongiurare intrusioni. «Il forte rammarico – continua il primo cittadino – deriva dalla circostanza che questo immobile era perfettamente funzionale fino a qualche giorno fa e sarebbe stato, nelle intenzioni dell’Amministrazione, destinato con bando pubblico a finalità sociali per farne un luogo di aggregazione per i giovani e le associazioni già nei prossimi mesi. Un percorso che ora, inevitabilmente, si rallenta perché dovremo innanzitutto rendere di nuovo abitabile a nostre spese questi locali. Ma la volontà di andare avanti con il supporto delle istituzioni, delle forze dell’ordine, dell’associazionismo e del civismo quartese è più forte di tutte queste oggettive difficoltà».

LE MINACCE – Nei giorni scorsi sono stati inviati messaggi inquietanti indirizzati all’amministrazione comunale di Quarto dopo l’acquisizione al patrimonio dell’Ente di cinque immobili, tra cui la villa di un personaggio considerato dalla Dda di Napoli elemento di spicco della camorra locale. Messaggi anche inneggianti alla figura del soggetto condannato e che abitava in quella casa. Episodi che non hanno fermato l’operato del palazzo di governo locale. Numerosi gli attestati di vicinanza, sia dal mondo politico che dell’associazionismo, alla squadra di governo, targata Sabino.