di Alessandro Napolitano

La scuola Matilde Serao di via Pantaleo
La scuola Matilde Serao di via Pantaleo

QUARTO – E’ una vera e propria corsa contro il tempo quella del Comune per “salvare” una scuola dell’infanzia. Entro il prossimo 15 dicembre, infatti, via De Nicola dovrà inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una relazione tecnica riguardante un plesso di via Pantaleo, la Matilde Serao. A “svegliare” il Comune è stato il Movimento 5 Stelle che già a settembre si era attivato per non perdere l’opportunità di sfruttare i proventi dell’8 per mille dell’Irpef a beneficio dell’edilizia scolastica. Tre mesi fa i 5 Stelle avevano chiesto al Comune di presentare la prima istanza, quella riguardante la “Richiesta di contributo a valere”. La documentazione era stata regolarmente compilata ed inviata a Roma. Ma da quel momento nulla si era più mosso. L’ente locale sembra avesse dimenticato che occorreva ancora fare un altro passo per ottenere il contributo richiesto, pari a 500mila euro.

CORSA CONTRO IL TEMPO – Bisognava infatti inviare anche la documentazione contenente diversi dati, come quelli inerenti la «denominazione dell’immobile oggetto dell’intervento e codice di identificazione; esistenza di vincoli: urbanistici, paesaggistici, di interesse storico artistico o di altra natura; esposizione sintetica dello stato di fatto dell’immobile tramite elementi grafici, fotografici e descrittivi coerenti con gli elaborati progettuali prodotti; indicazione di eventuali situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, ovvero di rischio di perdita o di deterioramento dell’immobile; descrizione degli obiettivi dell’intervento; indicazione del livello di progettazione (preliminare, definitiva, esecutiva) allegando il progetto comprensivo dei relativi elaborati grafici, nonché del computo metrico estimativo» ed altro. Ad accorgersi dell’imminente scadenza dei termini sono stati proprio i militanti pentastellati che ora però dovranno far di tutto per evitare di perdere questa opportunità. Il tempo è davvero poco. Considerando anche la festività dell’Immacolata, ci sarà anche un giorno lavorativo in meno da sfruttare. Meno di sette giorni a disposizione, dunque, per un’operazione che gli stessi “grillini” hanno definito “fiato sul collo”.