POZZUOLI – «Riconoscere diritti e dignità a tutti i lavoratori è un dovere per le pubbliche amministrazioni. Ma dobbiamo essere sinceri, senza fare inutili populismi. La scelta del legislatore della Finanziaria 2020, relativamente all’emendamento inserito all’ultimo momento, evidentemente senza adeguata istruttoria, relativo alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utile, è miope per tre ordini di motivi». Lo sostiene il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, che elenca in una nota i motivi: “indica che sia prevista solo per l’anno 2020 la deroga alle norme che impongono rigidi limiti alla spesa del personale e relativi alla dotazione organica, al piano di fabbisogno del personale ed ai vincoli assunzionali, lasciando invariati tutti i limiti ed i vincoli a partire dall’esercizio 2021, come se da quel momento gli enti locali potessero sparire; prevede in forma generica un finanziamento tra i 50 e i 60 milioni di euro, senza dare alcuna certezza agli enti locali sulla percentuale di copertura dei nuovi costi. Di più, la miopia della norma diviene cecità quando si impone agli enti locali di inviare una richiesta di stabilizzazione, evidentemente vincolante, entro il 31 gennaio, prevedendo al 31 marzo il decreto che assegnerà i fondi. È come dire di andare a fare la spesa o a comprare una casa senza sapere quanti soldi si ha nel portafogli o senza sapere l’entità del mutuo. Entro il 31 gennaio, inoltre, dovrebbe essere pubblicizzato il modulo della richiesta – necessario anche solo per capire le modalità attraverso le quali i comuni si impegnano ai fini della stabilizzazione -. Ma ad oggi non esiste neanche una bozza. Come se gli enti locali, in poche ore, potessero programmare la spesa relativa al personale per i prossimi dieci anni (e questa corrisponde al 50% delle entrate correnti dell’ente); chi ha inserito l’emendamento non conosce tutte le norme che vincolano la spesa del personale degli enti locali. Tra le norme in deroga non vi sono infatti i principi espressi nel decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, che individua le fasce demografiche ed i relativi valori-soglia del rapporto della spesa del personale rispetto alle entrate correnti, né tanto meno i principi che regolano i parametri di deficitarietà strutturale degli enti locali”.

LA RICHIESTA – «Questo significa – aggiunge il primo cittadino – che se, in tale situazione, venissero applicati questi principi, di fatto, il Comune di Pozzuoli sarebbe nell’impossibilità di stabilizzare i lavoratori socialmente utili, salvo essere costretto a ridurre entro il 2025 di oltre 7.500.000 euro la spesa del personale. Ed inoltre se venissero applicati questi principi, di fatto, il Comune tornerebbe ad essere strutturalmente deficitario con effetti devastanti sull’organizzazione dell’ente e sui tempi dei procedimenti. Questo significherebbe, in termini pratici, un aumento esponenziale dei costi dei tributi da parte dei cittadini, per far fronte al sicuro deficit». «Questa Amministrazione non è abituata ad improvvisare né a fare correre rischi alle finanze dell’ente, sostenute dai soldi di tutti i cittadini di Pozzuoli – rileva quindi il sindaco Figliolia -. Abbiamo chiesto al Governo di correggere l’emendamento manifestando seriamente la volontà di aiutare gli enti locali a stabilizzare i lavoratori socialmente utili e non in maniera farlocca; che le deroghe alle normative siano estese almeno sino al 2025, in modo da consentire agli enti locali di ammortizzare gli effetti devastanti delle stabilizzazioni sulle norme vigenti in almeno cinque anni. Questa Amministrazione ha chiesto di sapere con assoluta certezza, prima della richiesta vincolante, l’entità del contributo statale finalizzato alle stabilizzazioni da assegnare al comune di Pozzuoli, di sapere inoltre, con assoluta certezza, per quanti anni questo contributo sarà erogato al Comune di Pozzuoli. Questa Amministrazione ha chiesto di sapere cosa ne sarà dei fondi regionali oggi destinati a garantire l’importo minimo di 600 euro a questi lavoratori e che le stabilizzazioni siano previste in deroga a qualsiasi normativa sul personale in modo che la scelta di stabilizzare o meno non incida sulle politiche del personale dell’ente locale. Non vogliamo chiacchiere – conclude il primo cittadino di Pozzuoli -, non vogliamo proclami illusori. Vogliamo certezze per tutti».