Pierluigi Rotta

POZZUOLI – Processabile, ma non imputabile. Questo il risultato della perizia psichiatrica disposta dalla Corte d’Assise di Trieste su Alejandro Augusto Stephan Meran, il cittadino dominicano accusato di aver ucciso i poliziotti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, durante una sparatoria in Questura a Trieste avvenuta il 4 ottobre 2019. Sulla relazione tecnica si pronuncerà la stessa Corte nel corso della prossima udienza fissata per lunedì prossimo.

LA PERIZIA – Nella perizia, firmata da Stefano Ferracuti, professore di Psicologia clinica alla Sapienza di Roma, si legge: «Stephan Meran era, all’epoca dei fatti e a tutt’oggi, affetto da schizofrenia, di gravità severa, con episodi multipli, e all’epoca dei fatti la patologia non era trattata poiché il soggetto aveva interrotto le terapie prescritte dopo il ricovero in Germania. Il soggetto è da considerarsi socialmente pericoloso con necessità di internamento in residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza». Ed ancora: «La condotta costituente reato è stata attuata all’interno di una condizione mentale caratterizzata da un delirio persecutorio, di pregiudizio e di onnipotenza, ponendosi in nesso di causalità diretto con la patologia psicotica in atto e tale da escludere totalmente la capacità di volere».

IL DOLORE DEL PADRE DI PIERLUIGI – Profondamente addolorato il padre del poliziotto puteolano Pierluigi Rotta. «Il capo della polizia Gabrielli (Franco Gabrielli, Ex capo della polizia – direttore generale della pubblica sicurezza ndr) chiedeva giustizia dal palco alla commemorazione della strada intitolata ai nostri ‘figli delle stelle’. Giustizia, giustizia: date un segnale per far capire che la giustizia deve prevalere e date una condanna a chi si macchia di crimini cosi efferati», scrive sui social Pasquale Rotta.