Le auto dei carabinieri all'uscita dalla Caserma di Arco Felice
Le auto dei carabinieri all’uscita dalla Caserma di Arco Felice

POZZUOLI – Era l’alba del 19 novembre del 2013 quando i carabinieri del Nucleo Operativo di Pozzuoli misero fine ad anni di strozzinaggio e prevaricazione. Quel giorno durante un blitz condotto tra Licola, Monterusciello e Toiano finirono in manette 9 persone con l’accusa di “associazione semplice finalizzata ad estorsione e usura aggravata dal metodo mafioso”. Era la banda di “Lady Usura”, al secolo Vera De Mari, colei che incuteva terrore alle vittime arrivando a insultare anche i carabinieri. Usura con tassi fino al 100%, estorsioni, minacce e violenze nei confronti delle vittime che non potevano pagare i debiti, bersagli preferiti commercianti, famiglie in difficoltà e disoccupati.

LE MAZZATE – Dopo gli arresti prese il via il processo con la prima sentenza che arrivò il 27 aprile del 2015. Quaranta gli anni di carcere inflitti in totale ai 9 imputati in primo grado, che sono diventati 60 il 7 luglio scorso quando la Corte d’Appello del Tribunale di Napoli ha “rincarato” la dose confermato l’impianto accusatorio. Pena esemplare per Vera De Mari, condannata a 9 anni e 8 mesi; per Silvio De Mari, il “braccio” della banda, 9 anni e 8 mesi anche per lui; Gennaro De Simone (figlio di Vera) condannato a 8 anni; Benedetta Pezzini, condannata a 5 anni e 4 mesi; Antonio De Simone, condannato a 6 anni e 2 mesi; Emanuela De Mari, 6 anni e 8 mesi; Gustavo De Mari, condannato a 4 anni e 4 mesi; Donatella Savarese, condanna a 1 anno e 10 mesi di carcere.

LA CASSAZIONE – Intanto per le prossime settimane è attesa la sentenza della Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio che si pronuncerà sulla vicenda.