POZZUOLI – Si avvicina alla fine il processo per la strage del bus precipitato il 28 luglio del 2013 dal viadotto Acqualonga dell’A16. Fissata, infatti, per il 21 settembre la requisitoria dell’accusa. Quaranta le vittime della tragedia, quindici gli imputati del processo. L’udienza di ieri è stata dedicata al controinterrogatorio da parte dei legali di Autostrade per l’Italia del professor Felice Giuliani, che nei giorni scorsi ha depositato, su incarico del Tribunale, una perizia sulle cause dell’incidente. Per il docente universitario di Ingegneria a Parma, perito scelto dal giudice del tribunale di Avellino, Luigi Buono, la causa è da ricercare nelle barriere del viadotto. Sotto la lente anche la scarsa manutenzione dei tirafondi, i bulloni che bloccano i new jersey alla sede stradale. I legali di Autostrade hanno incalzato il perito proprio sulla sicurezza e la manutenzione delle barriere, sostenendo che la perizia «è basata su modelli, criteri e tecniche superati».

PROCESSO ALLE BATTUTE FINALI – La strage dell’A16 resta una ferita aperta per la città di Pozzuoli e per l’Italia intera: un dramma che è entrato nelle case di milioni di cittadini. Alle 40 vittime si aggiungono 9 feriti, alcuni dei quali portano sul proprio corpo tracce evidenti della tragedia. La vittima più giovane aveva soltanto 16 anni; tra i superstiti, invece, c’è una bambina che all’epoca non aveva ancora compiuto 3 anni. Si resta col fiato sospeso in attesa della deliberazione della sentenza.