I controlli dei carabinieri in via Campigli

POZZUOLI – Ancora una notte di paura nei 600 alloggi di Monterusciello teatro, venerdì scorso, di un agguato ai danni del pusher Salvatore Artiaco detto “mammariello”, punito per aver spacciato “fuori sistema”. A poca distanza dalla sua abitazione, in via Campigli, la notte scorsa sarebbe andata in scena l’ennesima stesa. Questa volta nel mirino sarebbe finita la famiglia di un noto pregiudicato del posto, già sorvegliato speciale e storico affiliato al clan Beneduce arrestato nel 2010 durante l’operazione Penelope. E’ quanto hanno raccontato i residenti del quartiere, che oltre agli spari avrebbero sentito anche urla e minacce. «Non se ne può più. Ormai si spara una sera si e una sera no e ad ogni ora. Abbiamo paura, qua prima o poi ci scappa il morto» racconta un residente che chiede l’anonimato per timore di ritorsioni «Vi prego, non fotografatemi né mettete il mio nome perché vivo qua ed ho molta paura».

Via Rosai

IL CLIMA – Nei 600 alloggi è in corso una guerra tra bande che vede coinvolti vecchi e nuovi volti della camorra locale. Reduci dei clan Longobardi e Beneduce a cui si aggiungono giovanissimi che si stanno contendendo il controllo delle piazze di spaccio tra le palazzine popolari. Tensioni che hanno portato a una stesa della scorsa settimana a cui è seguito l’agguato di 5 giorni fa e una serie di spari avvertiti negli ultimi giorni.

LA REPRESSIONE – Intanto non si è fatta attendere la risposta delle forze dell’ordine. Nel pomeriggio di oggi una vasta operazione è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli in tutta l’area dei 600 alloggi. Decine di uomini hanno effettuato controlli e perquisizioni nelle abitazioni di pregiudicati della zona in particolare in via Campigli, via De Chirico, via Rosai e via Martini.