POZZUOLI – Con un vasto dispiegamento di forze dell’ordine questa mattina è stato sgomberato l’ex convitto “Le Monachelle” di Pozzuoli in seguito a un’ordinanza sindacale che ne vietava l’utilizzo dell’immobile per motivi di sicurezza dopo il ritrovamento di un cadavere. Allontanati anche una decina di senza tetto che da anni vivevano nella struttura di proprietà del comune di Napoli. Sul posto carabinieri, polizia, finanza e municipale che hanno tenuto sotto controllo l’intera area, tra la spiaggia e via Annecchino, bloccando ogni accesso alla struttura. Proteste da parte di alcuni componenti del comitato che hanno rivendicato il diritto a un alloggio da parte del gruppo di senza tetto (alcuni dei quali presenti sul posto) che da oggi non hanno più un luogo dove poter dormire.

L’INTERVENTO – «Questa mattina abbiamo dato seguito all’ordinanza sindacale di sgombero dell’ex convitto delle Monachelle. Quando siamo intervenuti non c’era nessun occupante, ma abbiamo trovato una situazione igienico-sanitaria a dir poco drammatica, con abiti, suppellettili e cibo accumulati assieme ad escrementi umani. Ora sono in corso le operazioni di rimozione del materiale presente e dei rifiuti, alle quali seguirà la tompagnatura di tutti gli accessi dell’immobile. L’intervento terminerà fino a quando non sarà completamente sanificato e messo in sicurezza l’intero complesso. Ringrazio per il supporto dato la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Prefettura». A renderlo noto è il comandante della polizia municipale di Pozzuoli Silvia Mignone, in seguito all’azione messa in campo questa mattina alle 7, presso l’ex convitto delle Monachelle, con l’ausilio delle altre forze dell’ordine e del Servizio Manutenzione del Comune di Napoli, proprietario dell’immobile.

LA VICENDA – Lo spazio da anni era gestito da diverse associazioni che costituitesi nell’omonimo comitato, avevano deciso di prendersi cura di quel bene abbandonato per restituirlo alla collettività. Il sito fu ripulito dalle erbacce e dai rifiuti ed alcuni locali furono occupati per consentire lo svolgimento di attività sociali. In questi anni il Comitato ha interloquito a più riprese con le amministrazioni di Napoli e Pozzuoli richiedendo il recupero ai fini sociali della struttura, senza però ottenere risultati significativi concreti. Lo scorso maggio, di comune accordo le due Amministrazioni presero la decisione di liberare lo stabile da cose e persone, di  murare tutti gli accessi e di recintare l’area per impedire nuove occupazioni.