di Gennaro Del Giudice

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Le foto dei 4 arrestati e la folla in attesa all’esterno della caserma dei carabinieri

POZZUOLI – In giornata, davanti al GIP del Tribunale di Napoli, saranno convalidati gli arresti dei sette affiliati al clan “Longobardi-Beneduce” di Pozzuoli arrestati dai carabinieri. I sette, ritenuti dagli inquirenti “cani sciolti” del clan, sono rinchiusi da mercoledì sera nel carcere napoletano di Secondigliano. Biagio Loffredo, 42 anni, (detto Fiet ‘e cazett) Napoleone Del Sole, 36 anni, Ciro Scognamiglio, 36 anni, Vincenzo Mellone, 59 anni, Massimo Migliorato, 45 anni, Umberto Reazione, 26 anni, Giovanni De Felice, 25 anni, arrestati a Licola, Monterusciello e Rione Toiano, secondo l’accusa conducevano attività di estorsione ai danni di imprenditori, gestori di sale da gioco e in un’occasione perfino nei confronti di un disoccupato dal quale avevano preteso i soldi di un risarcimento ricevuto dall’assicurazione in seguito a un incidente stradale. La gang aveva messo le mani anche su una macchinetta da gioco chiedendo al titolare della sala scommesse una somma di 100 euro da versare ogni mese.

 

MINACCE E ESTORSIONI – Dal lavoro investigativo sono emerse anche reiterate minacce attuate nei confronti del responsabile di un’impresa edile, al fine di ottenere l’indebito pagamento di una somma pari a 3mila euro, al gestore di una sala da gioco a cui veniva chiesta la somma di 100 euro. E in un caso addirittura una rapina messa a segno ai danni di un bar per “compensare” il mancato pagamento di una tangente. I sette sono finiti in manette in seguito a un’ esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti degli affiliati al clan in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in rapina e tentata estorsione, con l’aggravante delle finalità mafiose. A mettergli le manette ai polsi sono stati i carabinieri della Compagnia di Pozzuoli diretti dal capitano Elio Norino e dal Tenente Gianfranco Galletta, che hanno dato l’ennesima “mazzata” al sodalizio criminale privato dei “capi” Gennaro Longobardi e Gaetano Beneduce e decimato dalla maxi retata dell’operazione “Penelope” del 2010, che portò in galera 84 affiliati a clan.