di Alessandro Napolitano

ristoranteacqua
Il ristoratore è finito a processo per aver rubato acqua

POZZUOLI – Avrebbe rubato acqua potabile per il suo ristorante, tra l’altro allacciandosi ad un’altra utenza senza il bypass di alcun contatore. Ed ora non solo dovrà affrontare un processo penale, ma in caso di condanna dovrà anche risarcire il Comune che nello stesso procedimento penale si costituirà parte civile.

FURTO COL TRUCCHETTO – Secondo l’accusa, il ristoratore – titolare di una struttura in via Antiniana – rimasto senza più approvvigionamento idrica per un distacco dovuto ad un mancato pagamento di bollette arretrate, non si sarebbe arreso. E pur di continuare la sua attività si sarebbe allacciato abusivamente alla condotta di un suo parente che abita a pochi metri dallo stesso ristorante. Un furto stimato di circa 900 euro. La vicenda inizia nel novembre del 2013, quando i tecnici di via Tito Livio gli bloccano l’erogazione idrica.

MEGABOLLETTA DA 60MILA EURO – A monte un contenzioso da ben 60mila euro. Una cifra non da poco, per il cui pagamento il ristoratore riesce ad ottenere una dilazione. Un terzo dell’intera somma era da versare subito, mentre il restante in diverse rate. Ma nel frattempo la sua attività non può continuare, visto lo “stop” ai rubinetti. Per ovviare alla mancata erogazione di acqua potabile arriva l’illuminazione: allacciarsi alla condotta del suo stretto parente. Escamotage poi scoperto e finito per far scattare un’accusa nei suoi confronti di furto aggravato dall’utilizzo di un mezzo fraudolento. Come detto, in casa di condanna l’uomo rischia di pagare anche un risarcimento al Comune di Pozzuoli.