Gustavo Troise, 38 anni, ritenuto affiliato ai Longobardi-Beneduce
Gustavo Troise, 38 anni, ritenuto affiliato ai Longobardi-Beneduce

POZZUOLI – Incastrati dalla “rata di Natale”, 5mila euro che un meccanico di Licola doveva versare nelle casse clan Longobardi-Beneduce. Così finirono in manette Gustavo Troise, 38 anni, e Giuliano Palumbo, 31 anni, arrestati nel febbraio scorso dai carabinieri del nucleo operativo di Pozzuoli per estorsione aggravata dal metodo mafioso. I due sono stati condannati ieri dal Tribunale di Napoli con rito abbreviato. Gustavo Troise dovrà scontare una pena di 9 anni di reclusione, 8 anni invece per Giuliano Palumbo.

I FATTI – I fatti risalgono a dicembre del 2014. Palumbo e Troise costrinsero la vittima a versare una prima rata di 1500 euro, su un totale di 5mila. Il classico “regalo di Natale” che i due ottennero da un meccanico di Licola, vittima dell’estorsione. Ma dopo aver intascato la prima rata, i carabinieri del Nucleo Operativo di Pozzuoli bloccarono l’intera operazione. I due finirono in manette nel giro di pochi giorni: Giuliano Palumbo fu raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere mentre Gustavo Troise fu arrestato su fermo. Poi l’inizio del processo lo scorso giugno fino alla sentenza di ieri.

ARRESTATO INSIEME AL RAS – Giuliano Palumbo due mesi prima era finito in carcere insieme al RAS di Quarto, Nicola Palumbo detto “Faccia abbuffata”, accusati di aver preso parte all’estorsione ai danni di una coppia di coniugi assegnatari di una casa popolare nel comune flegreo. Gli estorsori intimarono alle vittime di consegnare 10mila euro come prezzo per “acquistare” l’abitazione di proprietà del comune e in un primo momento assegnata a una terza persona.