POZZUOLI/ Progetto ARES: il “Pitagora” respinge le accuse e difende l’innovazione didattica
POZZUOLI – A seguito delle contestazioni sollevate da Potere al Popolo su una presunta “militarizzazione della scuola”, il dirigente scolastico dell’I.S.S. Pitagora, Antonio Vitagliano, è intervenuto con una ferma replica per chiarire la reale natura del percorso formativo. Il DS, supportato dai chiarimenti dell’ente di formazione ARES (Associazione Ricerca e Sviluppo), ha respinto categoricamente l’idea che l’istituto si sia trasformato in un centro di addestramento. L’iniziativa si inquadra infatti nel Programma nazionale GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori), volto a fornire agli studenti competenze digitali certificate e spendibili nel mercato del lavoro civile. Grazie a questa opportunità gratuita, gli studenti possono conseguire patenti riconosciute a livello europeo, fondamentali per carriere nel monitoraggio ambientale, nell’agricoltura 4.0 e nella protezione civile. Limitare tali competenze significherebbe penalizzare i giovani in un settore, quello degli UAS (droni), che è un pilastro della futura economia digitale.
LA NOTA DEL DIRIGENTE – Ecco alcuni passaggi salienti della replica del preside: «L’acronimo ARES è riferito semplicemente all’ente di formazione che sta per “Associazione ricerca e sviluppo”, nulla a che vedere con iniziative militari come evocativamente riportato; il luogo in cui si svolgono le lezioni è parco “San Lise”, ex base Nato, che è sede di alcune aziende senza alcun legame con attività militari. Il corso, fra i diversi contenuti proposti, permetterà il rilascio di un patentino A1/A2 dopo il superamento di un esame, la cui preparazione non è a cura di nessun esperto militare. Definire un progetto formativo dedicato all’acquisizione di competenze nel pilotaggio dei droni come un esempio di “militarizzazione della scuola” significa proporre una lettura ideologica che non corrisponde alla realtà del lavoro svolto con gli studenti. Conoscere una tecnologia non significa aderire a ogni suo possibile utilizzo […] Formarsi sull’uso dei droni non significa educare alla guerra, dal momento che il loro utilizzo è potenzialmente applicabile a qualsiasi sfera lavorativa, dal cinema al genio civile, dalle attività di primo soccorso a quelle legate all’ambito sportivo. Significa, al contrario, fornire strumenti di conoscenza, responsabilità e consapevolezza […] Se durante un percorso formativo emergono anche riflessioni sugli usi etici, civili o persino problematici di una tecnologia, questo non rappresenta propaganda, ma esattamente il compito più alto della scuola: trasformare il sapere in coscienza critica». Come già sottolineava Boccaccio nelle conclusioni del “Decameron”, gli strumenti non sono buoni o cattivi in sé, ma tutto dipende dall’uso che se ne fa: «L’armi similmente la salute difendon di coloro che paceficamente di viver disiderano». Va ribadito che il Pitagora si è sempre schierato a favore della pace mettendo in campo, anche nel corrente anno scolastico, numerose e concrete iniziative.



























