4 arresti
in alto da sinistra: Pio Aprea detto “Priariell” e Alessandro Iannone detto “nas ‘e can”; in basso da sinistra: Rosario Ferro e Luca Peres

POZZUOLI – Dopo le convalide dei fermi per i quattro del clan Longobardi-Beneduce che imponevano il pizzo ai parcheggiatori abusivi, ora i legali preparano i ricorsi al Tribunale delle Libertà. Intanto per uno di loro, il 20enne Luca Peres, il Gip di Napoli ha disposto gli arresti domiciliari. Mentre restano rinchiusi nel carcere di Secondigliano Alessandro Iannone, 38 anni, detto “nas ‘e cane” e ritenuto l’erede del RAS Nicola Palumbo alias “faccia abbuffata” e Rosario Ferro, 24 anni, figlio del fratellastro del boss Gaetano Beneduce.  e Pio Aprea, detto “Priariell”. Sono tutti ritenuti responsabili di tentata estorsione con l’aggravante delle finalità mafiose.

 

IL SISTEMA – I quattro stavano mettendo le mani sul business del parcheggio abusivo, mercato prolifico che ogni giorno produce migliaia di euro. I parcheggiatori abusivi che invadono le strade di Pozzuoli dovevano sottostare alla loro volontà, cedere una quota per “occupare” piazzole e marciapiedi. Come denunciò nei mesi scorso un “parcheggiatore-pentito” al nostro giornale (https://www.cronacaflegrea.it/pozzuoli-vi-spiego-come-funziona-il-sistema-il-racconto-shock-di-un-parcheggiatore-abusivo-guarda-lintervista/), il “sistema” chiedeva “soldi avanti” o percentuali sui guadagni dai parcheggiatori abusivi. Una quota di circa 200 euro da versare nelle casse del clan, il resto da tenere come guadagno per chi accettava le “regole”. In alternativa “dovevi lasciare il posto a quelli del sistema” che metteva i “suoi uomini”, altrimenti “ti picchiavano”.

 

L’OPERAZIONE – è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, diretti dal capitano Elio Norino, e dai militari del Nucleo Operativo, diretti dal capitano Gianfranco Galletta nel quartiere di Monterusciello e nel comune di Quarto. Tra gli arrestati ci sono appunto due “pezzi da 90” del clan Longobardi-Beneduce: Alessandro Iannone, finito in manette nell’agosto del 2011 dopo una latitanza di 1 anno e 2 mesi, in seguito all’operazione Penelope che portò in carcere 84 affiliati al clan Longobardi-Beneduce e Rosario Ferro, il nipote di secondo grado del boss recluso Gaetano Beneduce.

 

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