protesta-iside-8POZZUOLI – Dipendenti e pazienti insieme per dire no alla chiusura del centro Iside. Al grido “Iside non deve chiudere” in centinaia si sono dati appuntamento questa mattina fuori gli uffici dell’Asl per gridare la propria rabbia e chiedere un appuntamento con il direttore dell’Asl Napoli 2 nord, Antonio D’Amore. Dura ma civile la protesta montata questa mattina per scongiurare la chiusura del centro con sede a Licola che si occupa del recupero di pazienti con disabilità psichiche.

A RISCHIO PAZIENTI E POSTI DI LAVORO – E’ arrivata nei giorni scorsi la comunicazione della dismissione della Comunità Iside che ospita ben 56 pazienti (tra quelli che vivono giorno e notte nella struttura e i pazienti che la frequentano solo nelle ore diurne). Mentre sono 50 i lavoratori che con la chiusura del centro non avranno più un lavoro. Il centro per ora resta aperto, in attesa che i pazienti vengano assegnati in altre strutture, a danno del loro precario equilibrio psichico ed emotivo. Ci sono pazienti infatti che da anni vengono seguiti dal centro nel quale hanno trovato un fragile equilibrio.

I TAGLI DELLA REGIONE – A Decretare la chiusura della comunità attiva dal 1997 i tagli alla sanità voluti dalla Regione Campania. Tagli che già nei mesi scorsi hanno decretato la chiusura di una casa famiglia che ospitava 7 malati e 8 terapisti. A rischio oltre la comunità Iside anche il centro che a via Campana si occupa di malati di autismo.

IL NO DEL COMUNE – Ieri è arrivata anche la dura posizione del consiglio comunale di Pozzuoli, che all’unanimità ha votato l’ordine del giorno che si oppone alla chiusura del presidio di Licola. Questa mattina il sindaco Vincenzo Figliolia, il direttore sanitario Antonio D’Amore e i rappresentati della Regione si sono incontrati per trovare una soluzione al “Caso Iside”.

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