POZZUOLI – Prima avrebbe urlato “‘O zi” e poi ha sparato contro il fratello della madre sei colpi di pistola con l’obiettivo di ammazzarlo. Emanuele Delos resta rinchiuso nel penitenziario di Secondigliano dove ieri, oltre alla convalida dell’arresto, il Gip di Napoli ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. E’ accusato di tentato omicidio con l’aggravante del metodo mafioso. Nel mirino venerdì 25 giugno era finito suo zio, Salvatore Artiaco, 51 anni detto “mammariello” con il quale era entrato in conflitto per il controllo di una delle piazze di spaccio nei 600 alloggi, proprio nei pressi di via Campigli, il luogo dell’agguato.

LO SPACCIO – Emanuele, 21enne, figlio del camorrista Antonio Delos detto “zingariello” è ritenuto uno dei componenti dei due gruppi formati da vecchi affiliati ai clan Longobardi, Beneduce e Ferro e da nuove leve che nelle ultime settimane hanno dato vita a una serie di “stese” tra via Campigli, via De Chirico e via Rosai. Mammariello era da tempo un pusher solitario, ed ha rischiato di pagare con la vita il rifiuto di cedere la piazza di spaccio o, in alternativa, di gestirla per conto del nipote. Le indagini condotte dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Pozzuoli hanno fatto scattare le manette -su richiesta della DDA- per il 21enne che è ritenuto uno dei personaggi emergenti nello scenario criminale puteolano.