POZZUOLI – L’incubo del pizzo di Natale che si abbatte sui commercianti di Monterusciello. Nonostante la fine dei Longobardi e Beneduce, resta alta la tensione nel quartiere. Già in passato, in più occasioni, gli estorsori di turno hanno speso il nome dei due boss ergastolani. “Veniamo a nome di zio Gaetano” con chiaro riferimento a Beneduce o “siamo gli amici di Gennaro” è stata spesso la formula utilizzata per fare leva sull’appartenenza a Longobardi. Nel mirino, come da prassi tristemente consolidata, finiscono spesso soprattutto pescherie, bar, macellerie, ristoranti e pizzerie a cui vengono richieste cifre che oscillano da poche centinaia di euro fino a 1-2mila euro. In alternativa, prodotti ittici e merce da destinare alle famiglie degli affiliati.

I DUE GRUPPI – Intanto nel quartiere è in continua mutazione lo scenario criminale con nuove alleanze che vedono protagonisti giovani leve e vecchi affiliati ai clan Longobardi, Beneduce e Ferro che hanno scontato le condanne dopo le maxi operazioni “Penelope” e “Iron Men”. Sono due i nuovi gruppi che, stando a quanto si racconta tra le strade, farebbero capo a personaggi freschi di scarcerazione: uno con base nei “600 alloggi” legato a un clan di Bagnoli e un altro che dalla zona dei lotti popolari avrebbe stretto alleanza con gruppi di Quarto e Marano.